Granolas e il ritorno della qualità in Europa. La view di BG Saxo
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L’Europa sta passando da una leadership ristretta a una basata sui risultati, su fondamentali solidi e sulla qualità, in cui il mercato premia esecuzione, cassa e pricing power. E così dopo mesi in cui il mercato europeo è stato trainato da pochi titoli, ora si stanno facendo avanti anche i settori che erano rimasti indietro fino ad agosto (materie prime, tecnologia, sanità e lusso hanno messo a segno un forte rimbalzo dai minimi estivi).
È questo uno degli spunti emerso dall’ultima analisi dal titolo “Il ritorno della qualità: uno sguardo alla rotazione in Europa” a cura di Ruben Dalfovo, investment strategist di BG Saxo. Secondo l’esperto, la leadership si sta allargando, guidata dai cosiddetti “Granolas”, i campioni europei a forte capitalizzazione. Con un nuovo motto che sembra farsi largo tra gli investitori: meno storytelling, più risultati.
Uno sguardo più attento
Il quadro macro resta un punto fondamentale, ma non è sufficiente per spiegare la rotazione in Europa. Eventi come il rallentamento nella corsa dell’euro e il calo dei rendimenti obbligazionari “hanno permesso di allentare la pressione sulle aziende più esposte a livello globale, creando spazio per una ripresa guidata dalla qualità”. Ma il fattore chiave è l’esecuzione delle aziende: cresce chi gestisce bene prezzi, costi, ma anche le scorte in magazzino e chi mostra numeri credibili. In cambio, ottengono fiducia. Tutto l’insieme, si riflette sul mercato e la spinta decisiva si è vista dalle trimestrali.
Insomma, a conti fatti, è come se “il mercato stesse diventando più pulito”, andando così a premiare le aziende che consegnano risultati concreti, gestiscono bene la cassa e mantengono margini solidi. Con gli investitori che prediligono ora “l’esecuzione alle promesse e i flussi di cassa alle belle narrazioni”.
L’esperto di BG Saxo cita, in particolare, i campioni europei soprannominati da Goldman Sachs “granolas”: GSK, Roche, ASML, Nestlé, Novartis, Novo Nordisk, L’Oréal, LVMH, AstraZeneca, SAP e Sanofi. “Queste aziende rappresentano il meglio della qualità europea: margini solidi, ritorni elevati sul capitale e una presenza globale capillare. Pesano negli indici perché sono aziende grandi e molto scambiate”, ricorda Ruben Dalfovo.
È chiaro però che i dati macro dipendono dalla natura stessa dell’azienda. Come evidenziato all’interno dello studio, negli ultimi dodici mesi, il dollaro debole ha, ad esempio, penalizzato gli esportatori del settore sanitario nel momento della conversione dei ricavi in euro. “Allo stesso tempo, una curva dei rendimenti più ripida e migliori attese di crescita per il 2026 hanno spinto gli investitori verso i settori ciclici, in particolare finanza, industriali e difesa, a scapito dell’area Granolas”.
LVMH, ASML e Nestlé: barometri di mercato
Sono tre i casi esemplari descritti all’interno dello studio che hanno fatto la differenza in questi ultimi mesi. Secondo Dalfovo si tratta di LVMH, ASML e Nestlé. Tre aziende che “sono veri e propri barometri di mercato”.
Il 15 ottobre, il colosso francese LVMH è salito del 12%. Il balzo del terzo trimestre ha favorito l’intero comparto “scorte sotto controllo e meno sconti significano più vendite a prezzo pieno”. Secondo l’esperto, quando il mix di prodotti piace e l’offerta è gestita bene, l’influenza sul mercato regge e trascina i concorrenti.
Investimenti a lungo termine sull’intelligenza artificiale che spingono tutta la filiera. Per ASML a convincere il mercato che ha premiato il titolo “ordini migliori del previsto, legati all’aumento di capacità per l’AI nei data center, indicano un ciclo di investimenti che durerà anni e non mesi. I veri colli di bottiglia sono pratici: spedizioni, connessioni di rete e tempi di allaccio dei data center”.
Il rialzo di Nestlé in una singola sessione (+9,3%) insegna che “crescita moderata dei ricavi, disciplina sui costi e rifocalizzazione del portafoglio verso linee più redditizie possono creare valore in modo continuo”. Proteggere i margini e finanziare l’innovazione senza forzare i prezzi si traduce in un’amministrazione efficiente e strategica delle risorse.
Rischi: cosa monitorare
Secondo Dalfovo è necessario prestare dovuta attenzione ad alcuni fattori. “Vendite al dettaglio, traffico turistico e commenti delle aziende più esposte al mercato cinese”. Un rallentamento nei viaggi o nei consumi interni della Cina avrebbe un impatto negativo su lusso e beni consumo. Questi fattori, infatti, anticipano l’evoluzione della reddittività dell’azienda per valutarne la salute.
Monitorare dazi, restrizioni o tensioni commerciali che possono cambiare i vincitori in pochi giorni. “Un dollaro più forte o rendimenti a lunga in risalita comprimono i multipli dei campioni globali; quindi, contano per valutazioni e flussi di capitale verso i mercati azionari”, spiega lo studio.
Non meno influente è il monitoraggio dell’affollamento sui titoli Granolas. “Molti investitori sono già posizionati su questi titoli, perciò delusioni su conti o guidance possono innescare vendite rapide”. Ragione per cui, segnala ancora Dalfovo, è necessario tenere d’occhio valutazioni, flussi su ETF, cambio euro/dollaro e aggiornamenti delle aziende.
Un consiglio per una buona supervisione
Il mercato europeo sta diventando un ecosistema “pulito” e i casi di LVMH, ASML e Nestlé lo dimostrano. “Per mantenere lo slancio servono buone vendite festive nel lusso, ordini e consegne puntuali nei chip, margini in miglioramento nei beni di consumo e guidance trasparenti”.
Secondo Ruben Dalfovo, Investment Strategist di BG Saxo, la regola operativa è semplice “Osservare l’esecuzione e la direzione della cassa, ascoltare il tono delle guidance e usare la reazione ai conti come cartina di tornasole. Quel primo segnale di prezzo e volumi sui mercati azionari indica quanta fiducia hanno gli investitori nei numeri e nella guidance. In un mercato rumoroso, vincono i fatti”.