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Tesla a quotazioni troppo alte, a dirlo è… Elon Musk. E il titolo precipita 

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Si profila una seduta amara per Tesla all’interno di un primo maggio difficile per tutta Wall Street che paga la minaccia di Donald Trump di imporre dazi sulla Cina, accusata di aver creato il coronavirus nel Wuhan Lab. Wall Street è reduce dal miglior mese dal 1987.
Le azioni di Tesla sono scese ulteriormente oggi dopo che il suo ceo, Elon Musk, ha twittato che il prezzo delle azioni della sua società è troppo alto. “Il prezzo delle azioni Tesla è troppo alto (secondo me)”, ha twittato l’istrionico fondatore del colosso delle auto elettriche. Al momento Tesla cade di oltre -10% a 701$. 

Già ieri erano scattate delle prese di profitto sul titolo Tesla nonostante i forti riscontri trimestrali e la revisione al rialzo delle valutazioni da parte di molti analisti. Tra le minacce per Tesla c’è sicuramente il lockdown che sta fermando la produzione e lo stesso Elon Musk lo ha affermato con frasi forti nella conference call post-risultati. Musk ha sparato a zero contro la gestione dell’emergenza sanitaria definendo il lockdown ”fascista” e le misure per arginare la diffusione del coronavirus equivalgono a “imprigionare le persone nelle proprie case”. “Direi che le persone sono state imprigionate contro la propria volontà nelle loro case” afferma Musk che continua “i diritti individuali vengono calpestati in maniera orribile ed errata, non è per questo che le persone sono venute in America e hanno costruito questo paese. E’ una vergogna. Ridate alla gente la loro libertà”.

Furia di Musk dettata dall’ordinanza che costringe Tesla a tenere chiusa la fabbrica a San Francisco Bay Area; la chiusura perdura dal 23 marzo e tale ordinanza è stata estesa fino alla fine di maggio. Tesla ha solo due fabbriche operative, quella della Bay Area e quella di Shanghai.

La corsa inarrestabile di Tesla

Il titolo Tesla ieri nell’intraday si era spinto fino a 869 dollari (massimo storico è di $ 917,42 del 19 febbraio) con quotazioni più che raddoppiate rispetto ai livelli di inizio anno.
La capitalizza si era spinta oltre i 160 miliardi di dollari, ossia più della somma di Volkswagen (marchi Volkswagen, Lamborghini, Audi, Bentley, Porsche), BMW (Bmw, Mini), PSA (Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors) e FCA (Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Lancia, Jeep, Maserati e Ram) messe insieme. Nel dettaglio vale ormai più di due volte VW (che capitalizza 75 mld $) e oltre 11 volte FCA (14 mld $). 

I numeri del primo trimestre

Nel dettaglio si segnala un utile per azione a 1,24 dollari contro una perdita di 37 centesimi per azione prevista, ricavi a 5,99 miliardi di dollari contro i 5,81 miliardi di dollari previsti e un free cash flow a -895 milioni di dollari contro la flessione di 604,4 milioni previsti. “Nel primo trimestre abbiamo raggiunto il nostro fatturato più alto di sempre per un primo trimestre stagionalmente più lento, poiché il nostro fatturato totale è cresciuto del 32%”, ha dichiarato la società. All’inizio di questo mese, Tesla ha segnalato consegne di 88.400 per il primo trimestre, con un aumento del 40% rispetto all’anno scorso, in controtendenza rispetto alla tendenza delle case automobilistiche concorrenti come Ford, General Motors e Fiat Chrysler, ciascuna delle quali ha registrato un calo delle consegne. Il prezzo medio di vendita delle auto targate Tesla è sceso nel primo trimestre, mentre la domanda si è spostata a favore dei suoi modelli come le berline Model 3 e Y. Per la model Y soprattutto, consegnata per la prima volta nel primo trimestre, è ” la prima volta nella nostra storia che un nuovo prodotto è stato redditizio nel suo trimestre di adattamento”, ha detto Tesla.
Prima dell’epidemia di coronavirus, la società di Paolo Alto aveva stimato consegne annuali oltre le 500.000 unità, ma poi molti analisti hanno ipotizzato che, visti gli sviluppi del coronavirus in tutto il mondo, le aspettative avrebbero dovuto essere ridotte.
Tra gli analisti fioccano le revisioni al rialzo delle valutazioni con Piper Sandler che indica ora 939$ dagli 819$ precedenti (rating overweight), mentre Credit Suisse conferma neutral ma il target price balza da 580 a 700$. Morgan Stanley è più cauta con tp a 440 $ e si aspetta che la società bruci molti contanti nel secondo trimestre anche se “non molti investitori dubiteranno della sua solidità finanziaria”.