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Tercas, Popolare di Bari chiederà risarcimento a Ue: ‘perso 1 miliardo’. Nuovo affondo di Patuelli (ABI)

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La Banca popolare di Bari ha reso nota l’intenzione di chiedere il risarcimento dei danni all’Europa, all’indomani della sentenza shock della Corte europea, che ha dato ragione all’Italia, annullando la decisione della Commissione europea su Tercas.

Bruxelles aveva considerato aiuto di Stato l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per il salvataggio di Banca Tercas, avvenuto nel 2014.

Così il presidente di Popolare di Bari Marco Jacobini, a margine del comitato esecutivo dell’Abi:

“Chiederemo i danni, perchè di danni ne abbiamo avuti un’infinità. Abbiamo perso un miliardo di raccolta con la vicenda Tercas”.

“Quello che chiederemo – ha continuato Jacobini – lo vedremo quando sarà tutto certo, perchè ci vogliono 60 giorni”.

La questione è stata affrontata di nuovo anche da Antonio Patuelli, numero uno dell’Abi, che si è espresso così sulla vicenda Tercas alla fine della riunione del comitato esecutivo dell’associazione:

La decisione della commissione europea sul caso Tercas, bocciata dalla Corte di giustizia Ue, “è un fatto che ha portato costi visibili e conteggiabili per le banche e i risparmiatori e ha inciso, soprattutto, sulla fiducia verso il mercato finanziario e bancario italiano con costi incalcolabili”.

“Anche l’andamento dei titoli bancari – ha detto ancora Patuelli – in una crisi aggravata per una decisione della signora Vestager, è una cosa che non può essere assolutamente trascurata”.

“Non abbiamo mai chiesto le dimissioni di nessuno ma se sollecito una presa di coscienza e autocritica della baldanzosa signora Vestager (che è commissaria all’Antitrust Ue) non dipende da una valutazione preconcetta ma dalle conseguenze che bisogna trarre dalla sentenza della Corte di giustizia”.

Così la nota diramata ieri dall’Abi, firmata dal numero uno Antonio Patuelli e dal direttore generale Giovanni Sabatini, dopo l’annuncio della Corte europea:

Nel commentare la decisione, i due dirigenti hanno scritto che la sentenza dimostra che “erano pure legittimi gli interventi pensati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per le ‘quattro banche’ (Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara), predisposti innanzitutto per la Cassa di Risparmio di Ferrara, ma bloccati dalla Commissione europea in modo illegittimo”.

Di conseguenza, viene chiesto “che la Commissione europea rimborsi i risparmiatori e le banche concorrenti danneggiate dalle conseguenze delle sue non corrette decisioni, che hanno imposto nel 2015 la risoluzione delle ‘quattro banche’ e altri interventi di salvataggio bancario più onerosi delle preventive iniziative del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi”.

In questa nuova situazione, si legge nella nota, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi “trae nuova legittimità per recuperare in pieno le sue funzioni statutarie”.