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Telecom, lo scenario di Grillo? Per Equita è improbabile. Tra analisti prevalgono i buy

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Resta una ‘calda estate’ per Telecom Italia. Proprio ieri si è aggiunto un nuovo capitolo alla storia delle rete unica, con l’incursione di Beppe Grillo che in un video pubblicato sul suo blog si è soffermato sul futuro di Tim. Un lungo intervento in cui il fondatore del Movimento 5 Stelle preme per una separazione tra le attività commerciali e quelle tecnologiche del gruppo guidato da Luigi Gubitosi.

Prima però bisogna ricordare come è andata nell’ultimo cda di TIM di inizio agosto, chiamato ad approvare la semestrale e fare il punto sui vari dossier sul tavolo, tra cui l’offerta di KKR. In quella occasione è arrivata la mossa a sorpresa del Governo, tornato in pressing sulla rete unica. Telecom Italia ha così deciso di rinviare di un mese (a fine agosto) la decisione sull’offerta di Kkr su FiberCo. Il consiglio di amministrazione di Tim è stato riconvocato il prossimo 31 agosto per deliberare in modo conclusivo sul Progetto FiberCop, eventualmente aggiornato alla luce dell’esito delle nuove iniziative.

La separazione in due

Tornando all’analisi pubblicata sul suo blog, Grillo ha sollecitato Telecom Italia a “invertire la rotta rispetto al passato, sviluppando una maggiore focalizzazione sulle attività tecnologiche, anche attraverso la separazione di tali attività dal resto del perimetro aziendale”. Secondo la ricetta di Grillo, che era già intervenuto nei mesi scorsi sulla questione della rete unica ma una posizione diversa, “per realizzare questo progetto ambizioso bisogna pensare di separare in due la società, mantenendo inalterato l’attuale organico. La prima società sarà focalizzata sulle attività commerciali e dei servizi verso clienti finali. La seconda società sarà proprietaria di tutte le infrastrutture che comprendono: le torri di INWIT, la rete mobile (incluso il 5G), i data center, il cloud, la rete internazionale di Sparkle, e la società sulla fibra derivante dall’integrazione della rete fissa di Telecom con quella di Open Fiber”.

Scenario negativo ma improbabile per TIM

Uno scenario, quello tracciato da Grillo, che gli analisti di Equita definiscono “negativo ma al tempo stesso improbabile per TIM”. Il fondatore del Movimento 5 Stelle “si è espresso in modo molto netto per una separazione tra attività commerciali e tecnologiche di TIM”, indicano ancora gli esperti della sim milanese. Il network dovrebbe essere, secondo Grillo, controllato dallo Stato e oggetto di un piano di investimento significativo, sostenuto dai fondi europei e mirante a farne un asset portante per lo sviluppo del Paese. Inoltre, Grillo si è espresso anche contro l’ingresso di KKR nella rete TIM, in quanto portatore di interessi disallineati a quelli del Paese e di ostacolo alla rete unica. “Una proposta come quella di Grillo – aggiungono da Equita – va oltre il dibattito sulla rete unica ma ci sembra difficile da perseguire visto che TIM dovrebbe rinunciare al valore del controllo della rete non solo fissa ma anche mobile (a differenza dei concorrenti Vodafone, Wind e Iliad che manterrebbero invece la proprietà dell’asset) e l’operazione dovrebbe avere il gradimento degli azionisti TIM”. Gli analisti di Equita confermano la raccomandazione di acquisto (rating buy) su Telecom, con target price di 0,47 euro.

 

Fastweb, un ‘concorrente competitivo’

Sempre oggi gli esperti di Equita si soffermano sui risultati finanziari di Swisscom, che evidenziano “trend positivi e superiori alle attese per Fastweb”, che resta “un concorrente competitivo e capace di crescere in un mercato maturo”. Interessanti, aggiungono, anche gli sviluppi strategici su ICT e FWA, che sono aree di potenziale crescita anche per TIM.

Nel primo semestre 2020 Fastweb ha acquisito 55 mila nuovi clienti di servizi di accesso a banda larga che portano, al 30 giugno, la base clienti a 2.692.000 unità (+4% rispetto ai primi sei mesi del 2019). Nello stesso periodo i ricavi hanno raggiunto 1.105 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al primo semestre del 2019. In crescita l’Ebitda complessivo che al 30 giugno 2020 ha raggiunto i 365 milioni (+5% rispetto al primo semestre 2019), mentre quello inclusivo dei costi di locazione (EbitdaAL) si è attestato a 339 milioni, segnando un incremento del 5% rispetto al primo semestre 2019 sulla base di dati confrontabili.

Presentando i risultati semestrali, Fastweb ha inoltre fatto sapere che è in fase di definizione un accordo tra Fastweb, TIM e il fondo infrastrutturale KKR per la creazione di FiberCop – un veicolo di coinvestimento nel quale conferire la rete secondaria in rame di TIM e la rete in fibra realizzata da FlashFiber, la joint venture costituita nel 2016 da TIM e Fastweb. L’accordo, spiega la nota, prevede il conferimento del 20% della partecipazione in FlashFiber di Fastweb a fronte del quale quest’ultima deterrà il 4,5 per cento della nuova entità. La firma dell’accordo, prevista per il 4 agosto, è stata rinviata al prossimo 31 agosto per dare al Governo l’opportunità di valutare il progetto ed eventualmente prendervi parte.

Tra gli analisti prevalgono i buy

Intanto a Piazza Affari il titolo TIM cede oltre l’1% a 0,3806 euro, con un saldo negativo da inizio anno di circa il 31%. In media il consensus raccolto da Bloomberg indica per la società un prezzo obiettivo a 0,53 euro con potenziale upside di quasi il 40 per cento. Sempre il consensus degli analisti su Bloomberg indica per il gruppo guidato da Gubitosi il 68% di giudizi Buy e il 20% Hold, mentre solo 3 analisti dicono Sell (circa il 12%).