News Notizie Italia Telecom Italia, Grillo detta condizioni su rete unica: vuole Cdp al 25% di TIM e uscita Enel dai giochi

Telecom Italia, Grillo detta condizioni su rete unica: vuole Cdp al 25% di TIM e uscita Enel dai giochi

Pubblicato 23 Giugno 2020 Aggiornato 19 Luglio 2022 17:22
Giornata positiva a Piazza Affari per Telecom Italia, con il titolo che mostra un rialzo di circa l'1 per cento. Per il gruppo guidato da Luigi Gubitosi è il tema rete unica a restare in primo piano, soprattutto dopo l'intervento di Beppe Grillo che mantiene alta la pressione politica sulla questione. "Il progetto è stato spinto in modo molto aggressivo da Grillo sul suo blog con uno scenario che prevederebbe l’incremento della quota di Cdp in Tim dal 10% al 25% e l’uscita di Vivendi (sembra di capire con la cessione del pacchetto alla stessa Cdp, ipotesi però non percorribile perché farebbe scattare l'Opa)", sottolineano gli analisti di Equita che mantengono la raccomandazione di acquisto (rating buy) su Telecom Italia, con target a 0,47 euro. Grillo nel post indica anche come Enel non sia compatibile con il progetto "perché ad Open Fiber si comporta da padre padrone". Più probabile, secondo Equita, un progetto che porti Cdp a salire al 25% di Tim grazie alla fusione tra Cdp e Open Fiber e poi un'uscita di Vivendi sul mercato nel momento in cui Tim si fosse rivalutata in modo da lasciare Cdp come socio di riferimento in Tim appena sotto la soglia d'Opa.

"Un’operazione simile, descritta nella nostra ultima nota come secondo scenario rispetto all`integrazione Open Fiber-FiberCop, avrebbe a nostro avviso maggiori ostacoli dal punto di vista regolatorio in quanto la rete sarebbe verticalmente integrata e per questo la vediamo come meno probabile, ma sarebbe più facilmente accettabile da Tim e da Vivendi che hanno sempre auspicato il mantenimento del controllo della rete in capo a Tim", aggiungono gli esperti della sim milanese, secondo i quali "la fusione Tim-Open Fiber farebbe salire i multipli post deal di Tim, ma Equita sostiene che sarebbe comunque un catalyst positivo per il titolo in quanto rimuoverebbe il rischio competitivo di medio termine portato da Open Fiber. Dovrebbe inoltre essere approvata dagli azionisti Tim, in primis Vivendi, a garanzia del fatto che debba essere un’operazione accrescitiva di valore".