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Telecom Italia euforica a +7% sul Ftse Mib dopo offerta Macquarie per 50% Open Fiber in mano a Enel. Ecco cosa significa

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Telecom Italia assapora l’avvicinarsi di una svolta nella creazione della rete unica italiana per internet veloce. Enel ha infatti confermato di aver ricevuto un’offerta per il 50% di Open Fiber  da parte del fondo Macquarie per Open Fiber. Si tratta di un’offerta non vincolante In risposta a quanto anticipato oggi da un articolo di Repubblica, Enel ha informato che il consiglio di amministrazione della società, nella seduta dello scorso 10 giugno, ha ricevuto un’informativa in merito a un’offerta non vincolante presentata da parte di Macquarie Infrastructure Real Asset (Mira) avente ad oggetto l’acquisizione da parte di Mira, in tutto o in parte, del 50% del capitale di Open Fiber posseduto da Enel.
Macquarie è il fondo che secondo il Financial Times aveva intrattenuto colloqui con BT per acquistare una partecipazione in Openreach (per una valutazione di £ 20 miliardi).

Enel aperta a cessione, ma decisivo sarà il prezzo

Nessuna decisione è stata ancora presa e il cda del gruppo guidato da Francesco Starace rimane in attesa di essere aggiornato circa i successivi sviluppi. Gli analisti rimarcano come la valutazione dell’asset sarà cruciale per Enel al fine di dare il via libera ad una cessione considerando la crescente spinta sul tema della digitalizzazione e l’incremento di importanza delle reti in fibra con COVID-19.  Come riporta Equita Sim, la possibilità di cessione dello stake in Open Fiber è un’opzione per Enel sin dall’inizio (il progetto originale prevedeva un progressivo disimpegno nel veicolo) e i range valutativi sono stati riportati nelle scorse settimane in una forbice tra 3 e 6 miliardi che implicherebbero per Enel un significativo premio sul capitale investito.

Sviluppi che fanno correre in Borsa sia Enel, che sale del 3% in linea con il rush di tutta Piazza Affari, che Telecom Italia che è arrivata addirittura a oltre +7% in area 0,37 euro.

La mossa di Macquarie fa sperare TIM

Il passaggio della quota a Macquarie rappresenterebbe un potenziale assist per Telecom Italia nel processo verso la rete unica TIM-Open Fiber. Un’eventuale cessione della quota in Open Fiber da parte di Enel potrebbe successivamente facilitare i negoziati per la costituzione di una rete unica con TIM.  Per la tlc italiana, “la costituzione della rete unica consentirebbe di rimuovere un rischio competitivo rilevante nel medio termine, supportando quindi un rerating del titolo”, rimarca Equita SIM che ha rating buy su TIM.
Recentemente Enel ha rilasciato dichiarazioni più favorevoli circa un potenziale accordo tra Open Fiber e TIM, affermando che era aperta alle opportunità di creazione di valore se incontravano i criteri dell’antitrust nazionale ed europeo. “La crisi di Covid-19 ci ha lanciati in un nuovo ambiente digitale, che avrebbe dovuto rappresentare la nuova normalità non prima del 2025 – rimarcano gli analisti di Mediobanca Securities – questo può portare ad un’accelerazione dei progetti volti ad accelerare la digitalizzazione del Paese, a partire dall’implementazione di una singola rete in fibra; sforzi congiunti nella distribuzione di ultra BB (pubblici e privati) potrebbero accelerare il processo (e risparmiare denaro), che sarebbe una buona notizia per Tim e Open Fiber, nonché per il paese”. Gli analisti di piazzetta Cuccia  aggiungono come la governance rappresenta l’argomento chiave da discutere ed è cruciale per raggiungere un accordo che potrebbe sbloccare un valore significativo per le parti coinvolte.