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Tassa sulle merendine e Piazza Affari, c’è un titolo che rischia la dieta forzata

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Fa discutere la proposta lanciata dal neo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti del Movimento Cinque Stelle, ossia di tassare le bibite gassate e le merendine con l’obiettivo di recuperare risorse per finanziare attività utili, la scuola e “stili di vita sani”. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il ministro ha sottolineato come l’idea sia di far ripartire il decreto Salvaprecari al primo Consiglio dei ministri, cercando di abilitare 55mila supplenti di terza fascia offrendo un concorso straordinario a 24mila. Una proposta che ha da subito provocato numerose reazioni tra cui dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che in diretta Facebook ironizza: “Pane e acqua e la scuola torna a crescere”.

Equita: la tassa sulle merendine del neo ministro della Scuola peserà su IVS

Tralasciano le reazioni politiche, la notizia della tassazione, se fosse confermata, avrebbe effetti su uno dei principali operatori nel settore del foodservice, IVS Italia. Come scrivono gli analisti di Equita la notizia è negativa perché “è ragionevole pensare ad un impatto sui consumi finali dopo il ribaltamento della tassa sui clienti”. “Nel 2014 – ricorda la sim – il forte aumento dell’IVA (con conseguente aumento del prezzo medio di vendita dell’8% circa da parte di IVS sul tutto fatturato vending ITA)
stimiamo che ebbe un impatto low/mid-single digit sui volumi. Difficile fare una stima del fatturato potenzialmente impattato in questa circostanza: potrebbe riguardare una buona parte del fatturato vending Italia (ex acqua e bevande calde) che vale per IVS circa il 22% delle sales di Gruppo”.

Inoltre, ricordano ancora gli analisti come “il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del gruppo limitatamente alle modalità di calcolo della sanzione Antitrust comminata nel 2016, pari a 31,9 milioni, interamente pagata”. Il gruppo nel dettaglio aveva presentato ricorso contro una sentenza del TAR del Lazio che nel 2017 aveva confermato un provvedimento dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) stabilendo che 14 società italiane attive nel settore del vending, fra cui IVS Italia, avrebbero messo in atto dal 2011 al 2014 comportamenti volti a limitare la concorrenza del settore vending italiano. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del gruppo ordinando all’AGCM, di rideterminare la sanzione inflitta alla società. Ora, conclude Equita, l’azienda sta valutando se ricorrano le condizioni per ulteriori contestazioni delle conclusioni, che a suo avviso restano parzialmente erronee, cui è pervenuta la sentenza del Consiglio di Stato. Questa “notizia è leggermente positiva anche se è difficile stimare il potenziale rimborso, ipotizziamo tra i 2 e i 5 milioni, pari a circa l’1% della capitalizzazione di mercato”, conclude la sim.