Swap Comune di Prato: Alta Corte Londra dichiara nulli contratti stipulati tra 2002 e 2006 con Dexia-Crediop
Due note emesse dal Comune di Prato e da Dexia-Crediop hanno fatto sapere che ieri l'Alta Corte di Londra ha stabilito che i contratti di swap stipulati dal comune toscano con la banca specializzata nei settori delle infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità tra il 2002 e il 2006 non hanno rispettato un requisito formale, relativo alla previsione di un diritto di recesso da esercitare da parte del Comune di Prato entro 7 giorni dalla data di perfezionamento dello swap. Per questa ragione, l'Alta Corte di Londra ha dichiarato nulle le operazioni di swap.
Dal dicembre 2010 il Comune Prato aveva sospeso i pagamenti sostenendo che i contratti fossero nulli proprio perché non prevedevano espressamente il diritto di recesso.
Nella nota diffusa al mercato, Dexia-Crediop ha evidenziato come l'Alta Corte di Londra abbia confermato che: le operazioni di swap non costituiscono indebitamento e di conseguenza non sono state perfezionate in violazione dell'articolo 119 della Costituzione Italiana; le operazioni realizzate dal Comune di Prato rispettano l'articolo 41 della Legge 48/2001 e, in particolare, la nozione di 'costi impliciti' degli swap non è rilevante; le operazioni di swap realizzate sono conformi all'articolo 3 del Decreto Ministeriale 389/2003 che disciplinava le caratteristiche delle operazioni di swap realizzabili da un ente locale; le contestazioni del Comune di Prato sulla natura speculativa degli swap non sono fondate. Per questo motivo, Dexia-Crediop intende appellare la sentenza sulla parte relativa al solo diritto di recesso.
Dal dicembre 2010 il Comune Prato aveva sospeso i pagamenti sostenendo che i contratti fossero nulli proprio perché non prevedevano espressamente il diritto di recesso.
Nella nota diffusa al mercato, Dexia-Crediop ha evidenziato come l'Alta Corte di Londra abbia confermato che: le operazioni di swap non costituiscono indebitamento e di conseguenza non sono state perfezionate in violazione dell'articolo 119 della Costituzione Italiana; le operazioni realizzate dal Comune di Prato rispettano l'articolo 41 della Legge 48/2001 e, in particolare, la nozione di 'costi impliciti' degli swap non è rilevante; le operazioni di swap realizzate sono conformi all'articolo 3 del Decreto Ministeriale 389/2003 che disciplinava le caratteristiche delle operazioni di swap realizzabili da un ente locale; le contestazioni del Comune di Prato sulla natura speculativa degli swap non sono fondate. Per questo motivo, Dexia-Crediop intende appellare la sentenza sulla parte relativa al solo diritto di recesso.