Stellantis, produzione in ripresa in Italia ma il rilancio resta ancora fragile
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Secondo le stime della FIM-CISL, Stellantis dovrebbe riportare la produzione in Italia a quota 500 mila veicoli nel 2026, in netto aumento rispetto ai circa 380 mila assemblati nel 2025, grazie alla spinta della domanda per i nuovi modelli dei marchi Fiat e Jeep. Resta però un recupero ancora lontano dai massimi del passato e legato sia alla risposta del mercato sia all’andamento della domanda complessiva. In questo quadro, il miglioramento dei volumi dovrebbe alleggerire il ricorso agli ammortizzatori sociali, anche se persistono criticità strutturali in alcuni siti.
Il dato segnerebbe comunque un passo avanti dopo un anno particolarmente difficile per il comparto automotive nazionale: nel 2025, infatti, la produzione era scesa ai livelli più bassi dalla metà degli anni Cinquanta, con un calo di circa il 25% che aveva riacceso i timori sul futuro di alcuni stabilimenti.
Tra rilancio produttivo e nodi ancora aperti
Nel primo trimestre dell’anno la produzione complessiva di Stellantis in Italia è cresciuta del 9,5%, attestandosi a 120.366 unità, secondo quanto riferito dalla FIM-CISL. A sostenere il risultato è stato soprattutto il comparto delle autovetture, salito del 22% a 73.841 unità, grazie al contributo della nuova Fiat 500 ibrida prodotta a Mirafiori e della Jeep Compass assemblata a Melfi.
Stellantis si muove in un contesto ancora complesso per l’industria automobilistica europea, tra pressioni regolatorie e concorrenza crescente dei costruttori cinesi, a partire da BYD. In questo scenario, il gruppo ha accelerato negli ultimi mesi del 2025 la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, ridando slancio a Mirafiori dopo la debole risposta del mercato alla versione totalmente elettrica del modello. I primi segnali di recupero si vedono anche nei numeri: nel primo trimestre Melfi ha quasi raddoppiato la produzione, salendo a 17.110 unità, mentre Mirafiori ha registrato un aumento del 42%, a quota 14.040. Più critica, invece, la situazione di Cassino, dove l’output è sceso del 37% a 2.916 veicoli, anche per effetto del rinvio nello sviluppo delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia. Il gruppo, che controlla 14 marchi tra cui Maserati, Peugeot e Opel, ha comunque ribadito l’impegno a non chiudere stabilimenti in Italia, mentre l’amministratore delegato Antonio Filosa è al lavoro su una revisione delle attività globali, con una nuova strategia attesa per il 21 maggio.
L’asse con Leapmotor e l’ipotesi produzione in Italia
In questo contesto, Stellantis valuta un rafforzamento della partnership con il gruppo cinese Zhejiang Leapmotor Technology, in una fase in cui la collaborazione industriale sta assumendo un peso crescente nella strategia europea del gruppo. Dopo l’avvio delle prime attività di assemblaggio in Polonia, Leapmotor punta a produrre veicoli nel corso dell’anno anche nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna. Sul fronte italiano, la FIM-CISL si dice disponibile a considerare l’eventuale assegnazione di produzioni Leapmotor agli impianti nazionali, a condizione che l’operazione contribuisca a tutelare l’occupazione, per esempio a Pomigliano. Secondo il segretario generale Ferdinando Uliano, il marchio cinese rappresenta ormai una presenza concreta all’interno dell’universo Stellantis e l’Italia potrebbe candidarsi ad accogliere future commesse produttive.