Ferrari cerca riscatto in Borsa, possibile scintilla da conti 1° trimestre. Analisti indicano dei super target
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Manca ancora un mese, ma gli analisti già si proiettano verso l'<appuntamento con i conti trimestrali di Ferrari. La casa di Maranello diffonderà i numeri dei primi 3 mesi dell’anno il prossimo 5 maggio e potrebbero agire da sponda alla risalita del titolo.
Titolo fatica a ritrovare sprint
Da inizio anno le azioni Ferrari segnano un saldo negativo del 7%, che diventa -27% se si allunga l’orizzonte agli ultimi 12 mesi. Gli investitori aspettano segnali forti dopo la delusione arrivata lo scorso ottobre dal Capital Markets Day. Le azioni Ferrari hanno subito il 9 ottobre scorso un tonfo del 16%, il più forte di sempre complici le proiezioni finanziarie al 2030 risultate inferiori alle attese degli analisti, con ricavi stimati per circa 9 miliardi di euro ed ebit rettificato di 2,75-2,8 miliardi.
La preview degli analisti
Gli analisti di Jp Morgan hanno raccomandazione overweight su Ferrari e prevedono numeri confortanti dal primo trimestre, con il calo dei volumi che dovrebbe essere compensato dall’aumento dei prezzi. La casa d’affari statunitense stima pertanto un lieve rialzo del fatturato a 1,8 miliardi di dollari. “Riteniamo che l’azienda sarà in grado di mantenere almeno gli stessi livelli di ebit ed ebitda su base annua grazie a un rigoroso controllo dei costi e a una disciplinata transizione dei prodotti. Ciò dovrebbe tradursi in un flusso di cassa di almeno 620 milioni di dollari nel primo trimestre, nonostante maggiori investimenti”, rimarca l’ultimo report di JPM.
La preview di Bank of America indica invece un utile operativo trimestrale a 545 milioni di euro, ben sopra i 495 mln delle stime di consensus, mentre i ricavi trimestrali sono visti a 1,83 miliardi contro 1,74 miliardi del consensus. “La forza è trainata da un rapporto qualità-prezzo più forte delle offerte speciali e dell’F80, insieme a un vento favorevole FX (previsione 2026 basata su euro/dollaro a 1,20 contro 1,15 attuale)”, spiegano gli analisti.
Il fattore Iran
Ma allo stesso tempo Bofa ha dato una sforbiciata al prezzo obiettivo portandolo da 375 a 350 euro a causa di una contrazione dei multipli settoriali e dei premi di rischio più elevati, dovuti alla guerra in Iran.
Due settimane fa il gruppo guidato da Benedetto Vigna ha anche annunciato la sospensione temporanea delle consegne in Medio Oriente a causa della guerra in Iran. Successivamente il Financial Times ha scritto che il gruppo starebbe comunque fornendo supercar altamente personalizzate via aereo ai clienti più ricchi in Medio Oriente. Già prima degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alcuni clienti estremamente facoltosi pagavano per il trasporto aereo al fine di ricevere più rapidamente i loro modelli esclusivi e su misura.
Prevalenza di giudizi positivi
I giudizi degli analisti si dividono fra 23 Buy (76,7%), 7 Hold (23,3%) e nessun Sell. Il target price medio staziona a quota 382,7 euro che implica un upside potenziale superiore al 30% rispetto alla valutazione attuale. Tra i più positivi sulla Rossa spicca Ubs che accompagna al giudizio buy un target price a 415,7 euro; cauta invece Citi che dice neutral con tp a 320 euro.