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Stangata su pane, pasta e pizza: ecco l’entità dei rincari sui prezzi dei vari prodotti calcolati da Federconsumatori

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Rincari a macchia d'olio sui prodotti alimentari complice l’aumento delle materie prime e i rincari energetici che influiranno sui costi di produzione e di trasporto. Fiesa Assopanificatori Confesercenti ha riferito nei giorni scorsi l’incredibile rincaro delle farine, che ha raggiunto picchi dell’81%, in merito ai quali l’associazione ha chiesto un’indagine parlamentare.
Oggi l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato i prezzi di alcuni prodotti alimentari tra marzo di quest’anno (periodo in cui già si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime) e oggi (con ulteriori aumenti dei costi delle materie prime agricole: +22% per il frumento e +79% per l’avena). I rincari che ne emergono sul versante dei prezzi al consumo sono notevoli (mediamente del +15%) e sforano la soglia del 30% nel caso della farina, del pane in cassetta e della pasta integrale. Per le paste più comuni (spaghetti e penne, i rincari sono del 5%. Il pane segna +11%. Aumento consistente anche per la pizza (+7% quella margherita e +6% la 4 stagioni).
Alla luce di questi rincari l'associazione dei consumatori ha inviato una segnalazione all’AGCM invitandola a verificare la sussistenza di ipotesi di cartello sui prezzi dei prodotti alimentari, così come avvenuto nel 2008.