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Sprint di Ferrari e FCA non basta, Piazza Affari chiude debole complice caduta di STM

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Terza seduta consecutiva in calo, seppur moderato, per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib a fine giornata ha ceduto lo 0,38% a 21.969 punti. La Borsa di Milano non si è accordata al rally delle Borse – con gli indici di Wall Street ai nuovi massimi storici – sulle speranze di una ripresa economica legata al vaccino e che il tanto atteso piano di stimoli economici Usa venga finalmente varato dal Congresso statunitense.

A condizionare negativamente l’umore del Ftse Mib è stato il brusco crollo a Piazza Affari di STMicroelectronics che che ha chiuso con un calo di quasi il 12% scivolando sotto i 30 euro. Gli investitori hanno accolto con freddezza le indicazioni arrivate dal Capital Markets Day di questa mattina. Il ceo Jean Marc Chery ha annunciato il posticipo al 2023 del target di 12 miliardi di dollari di vendite annuali, con margine operativo tra il 15% e il 17%. Lo scorso anno STM aveva indicato l’obiettivo di ricavi a 12 mld $ per il 2022 con operating margin al 17-19%. Il consensus attuale vedeva vendite al 2022 a $12,1 mld e margine del 17,3%.

Sul fronte opposto si sono mossi bene alcuni titoli bancari con l’emergere di nuovi rumor di M&A. La migliore è stata Bper con +2,48%, bene anche Unicredit con +1,38% e Banco BPM con +1,26%. Il Sole 24 Ore di oggi indica per la nuova UniCredit post Mustier tre possibili scenari di M&A. In primo è una riapertura dei contatti con il Tesoro per Mps, il secondo è Banco Bpm e il terzo una fusione con Bper. Quest’ultima ipotesi sarebbe stata studiata da una delle principali banche d’affari insieme ad alcuni ex manager di UniCredit. Un’opzione, quella di un matrimonio UCG-Bper, che al momento è solo teorica in quanto non sarebbe stata nemmeno analizzata come alternativa strategica da parte del management delle parti interessate. E gli analisti si mostrano molto freddi circa le possibilità che tale scenario di M&A si concretizzi. Equita SIM attribuisce infatti alle nozze UCG-Bper le probabilità più basse di concretizzarsi nell’ambito dei vari scenari di M&A fra le banche in quanto, in primis, Unipol – principale azionista di BPE con il 20% – si diluirebbe in Unicredit post acquisizione al 2% diventando di fatto un azionista irrilevante.

Tra i migliori di oggi spiccano poi Ferrari (+2,81%) e FCA (+2,76%). Quest’ultima cavalca il possibile via libera dell’antitrust europeo al progetto di fusione tra Fca e il gruppo Peugeot con la conseguente nascita di Stellantis sarebbe vicino. Settimana prossima o al massimo tra dieci giorni la Commissione europea dovrebe dare l’ok alla fusione Fca-Psa, accettando le concessioni proposte, ossia l’utilizzo da parte dei concorrenti della loro rete di autofficine e aumento della  quota di veicoli a marchio Toyota attualmente prodotti dalla jv già esistente con Psa.