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Spectrum Markets compie due anni: intervista al ceo Nicky Maan che illustra i traguardi raggiunti e sfide future

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Spectrum Markets ha di recente festeggiato il suo secondo anno di attività sotto il segno del proseguimento dello slancio positivo per il mercato paneuropeo dei certificati. Nell’intervista concessa a FinanzaOnline, il CEO di Spectrum Markets, Nicky Maan, racconta gli obiettivi raggiunti, le sfide attuali e future, la concorrenza sul mondo dei certificati e le nuove frontiere del trading.

Spectrum Markets festeggia il suo secondo anno. Quali traguardi sono stati raggiunti?

“Siamo molto orgogliosi dei progressi che abbiamo fatto negli ultimi due anni, soprattutto perché non si poteva prevedere la sfida posta dal Covid-19 quando abbiamo lanciato Spectrum. Abbiamo ottenuto una forte crescita organica, con un aumento medio del 20% dei volumi di mese in mese, e siamo riusciti a raggiungere il miliardo di certificati scambiati nella borsa prima del nostro secondo compleanno.

Spectrum Markets è nato con l’obiettivo di sfidare i mercati tradizionali. Il progetto era ambizioso, ma siamo riusciti a sviluppare la nostra infrastruttura, sia in-house che lavorando con le migliori terze parti per fornire un ecosistema di trading plug-and-play che risponde alle esigenze dei singoli Paesi.

Molto presto annunceremo una serie di nuove collaborazioni, in particolare in Italia, che renderanno ancora più facile la connessione a Spectrum. Inoltre, abbiamo ampliato la nostra presenza, aggiungendo la Spagna ai Paesi in cui siamo presenti. Nel complesso, abbiamo un ambizioso piano di crescita paneuropeo e, al giro di boa dei due anni, siamo sulla buona strada ed entusiasti del futuro”.

Parlando di futuro, quali sono le sfide che vi attendono?

“I prossimi 12 mesi saranno dedicati a continuare a sviluppare la piattaforma, migliorando ed estendendo ulteriormente le opzioni di connettività e l’infrastruttura di trading. Vogliamo proseguire nel portare nuovi membri, sia dal lato dei broker che degli emittenti, così come espandere la gamma di prodotti, sia in termini di sottostanti che di tipologie.

Recentemente, abbiamo introdotto i turbo sulle singole azioni, che sono stati ben accolti, ma non vogliamo fermarci qui. Guardiamo dove si concentra l’attenzione degli investitori e quali classi di attività avrebbero senso per noi. Per esempio, stiamo esplorando la possibilità di offrire agli investitori strumenti che diano loro modo di rimanere investiti per più tempo – settimane, mesi, forse anche un anno o giù di lì. Tuttavia, non vogliamo aggiungere nuovi prodotti indiscriminatamente. Ci atterremo alla nostra filosofia di mantenere una gamma di prodotti focalizzati dove c’è più interesse, quindi più trading; non vogliamo avere milioni di prodotti sottoutilizzati sulla piattaforma.

Finora questo approccio ha avuto molto successo: vediamo una concentrazione di volumi di trading nei nostri prodotti che è molto, molto più alta della media europea. Negli ultimi 12 mesi, in media l’80% degli strumenti quotati sulla nostra piattaforma sono stati scambiati dagli investitori individuali”.

Nell’ultimo biennio si sono verificate circostanze non preventivabili. È stata una sfida per voi?

“Solo sei mesi dopo l’inizio del trading sulla nostra piattaforma, abbiamo assistito a una delle più gravi crisi di mercato della storia. Gli estremi rialzi e ribassi vissuti dai mercati durante una singola sessione di trading sono stati accompagnati da un aumento dei volumi mai visto prima. Resistere a questo carico ultra-pesante di volumi e volatilità è stato il nostro battesimo del fuoco. È stata una forte testimonianza di quanto abbiamo costruito e ha notevolmente consolidato la nostra credibilità e reputazione di istituzione affidabile. Negli ultimi 12 mesi abbiamo avuto il 100% di uptime – non una singola interruzione imprevista del trading – che è un bel risultato considerando che stiamo gestendo una complessa operazione paneuropea, 24 ore al giorno, cinque giorni alla settimana”.

Da un lato vediamo operazioni di M&A, come quella tra Euronext e Borsa Italiana. Dall’altro lato, emergono nuove piazze di negoziazione per strumenti più di nicchia. È giusto che vi sia un aumento della competizione?

“Sicuramente, la concorrenza può essere solo una buona cosa per gli investitori finali, quindi la accogliamo con favore. Una maggiore concorrenza incoraggia più innovazione e una maggiore attenzione ai costi, due aree in cui gli investitori individuali italiani, come altrove in Europa, non sono sempre stati ben serviti. Tuttavia, la concorrenza non è l’obiettivo di Spectrum, il nostro obiettivo è quello di aggiungere elementi innovativi a un mercato esistente che migliorerà l’offerta complessiva per i clienti”.

Gli orari di negoziazione stanno diventando sempre più dilatati. È in cantiere di ampliare gli scambi a 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana?

“C’è ovviamente un dibattito aperto sulle ore di trading. Un anno fa si discuteva intorno alla richiesta di accorciarli, mentre ora la discussione ruota intorno al loro prolungamento. Molto dipende dall’emergere di nuove asset class che scambiano al di fuori dei mercati tradizionali, e come tali non sono tenute a seguire i loro orari.

Abbiamo deciso per il modello 24/5 dopo aver esaminato la domanda dei clienti e aver pensato a come sarebbe stato il nostro miglior set di prodotti. Pensando dal punto di vista degli investitori individuali, possiamo dire che si aspettano di poter comprare o vendere in qualsiasi momento. Naturalmente ci sono sfide logistiche per operare 24/5. Ma questo permette al nostro team di seguire i mercati all’apertura e alla chiusura in tutto il mondo e di valutare tutte le notizie in tempo reale. Per chiunque negozi un prodotto a leva, la trasparenza dei prezzi è importante, ma per gli investitori individuali ancora di più.

Oltre un terzo del trading operato su Spectrum Markets avviene fuori dai tradizionali orari di negoziazione, mostrando una continua richiesta di trading 24 ore su 24 da parte degli investitori individuali. Questo è principalmente dettato dallo stile di vita – l’opportunità di fare trading dopo il lavoro – e dal migliore accesso alle informazioni, con il ciclo di notizie globale che è di 24 ore. Entrambe queste tendenze sono qui per rimanere, quindi non ci aspettiamo che la domanda diminuisca”.

Con i nuovi record storici del Bitcoin, le criptovalute si stanno affermando come un asset class sempre più richiesta. Dopo i nuovi ETF sul Bitcoin, potrebbero arrivare su Spectrum Markets anche i certificati a leva su questa cripto?

“C’è un’opportunità, ovviamente. Si può emettere un Turbo su qualsiasi sottostante che abbia senso, e le cripto sono uno di questi. Ogni borsa al momento sta guardando alle criptovalute. Tuttavia, la questione chiave non è quando lanciare un prodotto, ma come lanciarlo in modo responsabile e sostenibile. Ci sono molte cose che devono essere prese in seria considerazione: idoneità, domanda, liquidità, volatilità e, soprattutto, regolamentazione. L’ultima cosa che vuoi fare come exchange è lanciare un prodotto e poi esaurire la liquidità o essere costretto a delistarlo”.