Notizie Notizie Mondo Sos petrolio che fa +30% a 120$. E’ panico sui mercati, crolla Tokyo

Sos petrolio che fa +30% a 120$. E’ panico sui mercati, crolla Tokyo

9 Marzo 2026 08:00

Gli ultimi sviluppi della guerra in Iran e i crescenti timori sui suoi effetti economici fanno letteralmente schizzare il prezzo del petrolio, mettendo in allarme tutte le Borse mondiali.

Fiammata fino a quasi 120$

Il greggio West Texas Intermediate (Wti) con scadenza aprile è schizzato fino a quasi 120 dollari al barile (picco a 119,47 $) con un rialzo del 30% rispetto ai livelli di venerdì e sui massimi dal giugno del 2022. Nuova fiammata che fa seguito all’impennata record del 36% di settimana scorsa in scia allo scoppio del conflitto in Iran. Non è da meno il Brent, salito fino a 119,31 dollari dopo un aumento del 27% la settimana scorsa.

Quotazioni che nelle ultime ore si sono in parte calmierate, con Wti e Brent che segna rialzi di circa il 16% rispettivamente in area 105 e 108 dollari a seguito delle indiscrezioni del Financial Times circa una riunione odierna dei ministri delle finanze del G7 che discuteranno di un rilascio congiunto di petrolio dalle riserve di emergenza coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Venerdì, prima degli ultimi sviluppi del weekend, Goldman Sachs aveva bollato come “probabile” che i prezzi del petrolio, soprattutto per i prodotti raffinati, supereranno i picchi del 2008 e del 2022, se i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz dovessero rimanere depressi per tutto marzo.

Nel 2008 il Wti toccò un picco storico oltre i 145 dollari. 

Cosa sta allarmando i mercati

A innescare la corsa folle del petrolio sono gli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Mentre per la seconda settimana le petroliere rimangono di fatto bloccate nello Stretto di Hormuz, ieri Israele ha colpito quattro depositi di petrolio a Teheran, creando un’enorme colonna di fumo tossico sulla città , mentre l’Iran ha colpito un impianto di desalinizzazione dell’acqua in Bahrein. Contestualmente la TV di Stato iraniana ha annunciato che Mojtaba Khamenei, figlio dell’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno del conflitto, era stato nominato nuovo leader supremo.

Relativamente al blocco dello Stretto di Hormuz, il Segretario all’Energia degli Stati Uniti,  Chris Wight, ritiene che “Non passerà molto tempo prima che si possa assistere a una ripresa più regolare del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz”. Nello scenario peggiore, ha aggiunto, la ripresa del normale traffico richiederà “alcune settimane, non mesi”.

A poco sono servite anche le parole di Donald Trump che sempre ieri ha affermato che i prezzi del petrolio “caleranno rapidamente quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà finita”, aggiungendo che gli aumenti dei prezzi sono “un prezzo molto basso da pagare” per la pace.

Tokyo -5%, trema anche Wall Street

In attesa dell’apertura dei mercati europei, attesi tutti in ribasso, in Asia la Borsa di Tokyo segna un tonfo del 5%. Molto male anche la Borsa di Seoul con oltre -6% per il Kospi Index. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha chiesto il rapido lancio di un tetto massimo ai prezzi dei carburanti, mentre il governo si muove per contenere un aumento dei costi energetici scatenato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente.

I futures di Wall Street sono arrivati a cedere oltre il 2% in coincidenza con il picco del petrolio e al momento viaggiano in calo dell’1,5 per cento. Sale il dollaro (dollar index +0,3% a 99,3), mentre cede leggermente l’oro (-0,9% a 5.114 dollari l’oncia) con i mercati che temono una fiammata dell’inflazione e quindi la Fed costretta a rivedere i piani sui tagli dei tassi. La banca centrale Usa rischia infatti di trovarsi affrontare un probabile picco di inflazione, che unito al deludente rapporto sull’occupazione di venerdì aumenta il rischio di stagflazione.