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Snap lancia profit warning con inflazione e deterioramento macro. Titolo -30%, effetto domino a Wall Street

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Il titolo Snap affonda a Wall Street, dopo il profit warning lanciato dal gruppo di social media. Le quotazioni crollano del 30%, facendo perdere alla società nota per la sua APP di messaggistica 1/3 circa del suo valore di mercato in Borsa. L’effetto dei sell off è domino: cadono nelle contrattazioni dell’afterhours di Wall Street anche Meta, ex Facebook, Twitter, Pinterest (-12%).

Al di là del comparto dei social media, il profit warning di Snap trascina al ribasso  i titoli dei colossi/società attive nell’advertising, come la holding a cui fa capo Google, Alphabet, e il titolo The Trade Desk, che cede più dell’8%.

“Oggi abbiamo presentato un 8-K, indicando il deterioramento del contesto macroeconomico a un ritmo più veloce e più marcato di quanto avessimo anticipato quando, lo scorso mese, abbiamo pubblicato la nostra guidance – si legge nella nota di Snap firmata dal ceo Evan Spiegel – Il risultato è che, anche se continua a riportare una crescita su base annua, il nostro fatturato, in questo momento, sta crescendo a un ritmo più lento di quanto previsto”.

Snap lancia profit warning per inflazione, tassi più alti, Ucraina

Nel mese di aprile, Snap aveva riportato una trimestrale che aveva messo in evidenza utili e un fatturato inferiori alle stime. In quell’occasione, la società aveva emesso la guidance, prevedendo un fatturato in crescita su base annua tra il 20 e il 25% e stimando un EBTDA adjusted tra zero e 50 milioni di dollari.

“Crediamo ora che sia probabile riportare un fatturato e un adjusted EBITDA al di sotto della parte inferiore della forchetta di guidance relativa a questo trimestre”, ha precisato il ceo.

Spiegel ha spiegato il deterioramento macro con il balzo dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse, ma anche con le interruzioni delle catene di approviggionamento.

Il pessimismo è stato motivato anche con i cambiamenti che hanno interessato alcune piattaforme come SnapChat, per effetto delle nuove norme sulla privacy ora in vigore negli iPhone Apple . Citato anche l’impatto negativo della guerra in Ucraina.

Snap cita anche fattore Apple

Riguardo al fattore Apple va ricordato che, per determinare quali inserzioni pubblicitarie far comparire sugli smartphone dei loro utenti, gli sviluppatori di APP e altri player dell’industria hanno fatto ricorso a un parametro messo a disposizione da Apple: l’identifier for advertisers (IDFA) , identificatore per gli inserzionisti pubblicitari.

Così come ha spiegato la stessa Apple, “gli identificatori, come l’Identifier For Advertisers (IDFA) e l’indirizzo email, aiutano a identificare un dispositivo specifico su una rete. Inoltre consentono agli inserzionisti di creare un profilo dettagliato dell’attività su diversi siti web e app quando rilevano l’identificatore del tuo dispositivo e lo associano all’attività” dell’utente.

La rivoluzione c’è stata quando Apple ha deciso di andare incontro alle esigenze di privacy dei suoi utenti; già a fine 2020 si parlava delle nuove regole decise dal colosso, volte a costringere gli sviluppatori di APP a ottenere il permesso dell’utente per accedere all‘IDFA.

Ora, il nuovo approccio prevede una maggiore tutela della privacy nel modo seguente: gli utenti degli iPhone vedranno comparire sugli schermi dei loro smartphone finestre pop-up in ognuna delle APP che avranno deciso di utilizzare. I pop-up avvertiranno gli utenti che l’APP starà tracciando i loro dati per scopi pubblicitari, conferendo loro l’opzione di evitare il tracciamento.

Snap aveva parlato della rivoluzione Apple già alla fine dell’anno scorso, quando sempre il ceo Evan Spiegel aveva indicato che la nuova soluzione fornita da Apple non si era manifestata nel modo previsto, “rendendo più difficile per i nostri partner pubblicitari riuscire a misurare e a gestire le loro campagne pubblicatarie su iOS”.

Ieri, oltre al peggioramento dei fondamentali economici, il ceo ha detto di prevedere che Snap assumerà 500 nuovi dipendenti entro la fine dell’anno, dopo averne assunti 2000 circa negli ultimi 12 mesi, rallentando dunque il ritmo delle assunzioni. “Nei prossimi mesi i nostri guadagni più significativi arriveranno dal miglioramento della produttività del nostro team attuale”, ha rimarcato Spiegel.

Da segnalare che il titolo Snap è crollato del 50% dall’inizio dell’anno, a fronte del -17% dell’indice S&P 500.

Se nella sessione odierna Snap cederà più del 26,6%, riporterà la sessione peggiore da quando il gruppo è sbarcato in Borsa con l’Ipo lanciata nel 2017.