Scatta il blocco navale di Hormuz, ecco cosa implica. Borse ko e petrolio vola sopra 100$
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Niente intesa tra Usa e Iran dopo una maratona di 21 ore di negoziati a Islamabad. Mancato accordo che ripota alte le tensioni sui mercati anche alla luce della decisione di Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz al fine di mettere in ginocchio l’economia iraniana fermando le sue esportazioni di greggio.
Fumata nera, falliscono i negoziati a Islamabad
La lunga trattativa condotta in Pakistan non ha portato a un accordo di pace tra Usa e Iran. Il vicepresidente statunitense JD Vance ieri ha lasciato Islamabad. “Abbiamo presentato la nostra offerta finale, non è stata accettata”, sono state le parole di Vance. A far saltare l’intesa sarebbe stata l’indisponibilità di Teheran a rinunciare al nucleare, oltre a riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo stesso Donald Trump ha fatto capire che il nodo nucleare è stato decisivo. “L’incontro è andato bene, la maggior parte dei punti è stata concordata, ma l’unico che contava davvero — quello nucleare — non lo è stato”, ha scritto il presidente Usa.
Trump ieri sera ha inoltre dichiarato che non gli importa se l’Iran tornerà al tavolo dei negoziati dopo che i colloqui di cessate il fuoco del fine settimana sono in gran parte falliti.
Trump gioca la carta blocco navale
In seguito al fallimento dei colloqui di pace a Islamabad, il presidente Donald Trump ha deciso di mettere in atto una delle opzioni che Washington teneva in serbo, ossia il blocco navale dello Stretto di Hormuz, che rappresenta circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. “Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Trump in un post sul suo social media Truth.
Il blocco entrerà in vigore oggi per tutte le navi in entrata e uscita dai porti iraniani. “Le forze del comando centrale Usa (CENTCOM) non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi che transitano lo Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani”, rimarca una nota.
Cosa implica per Teheran il blocco navale
Il blocco navale di fatto interromperebbe la principale via di esportazione del petrolio iraniano e così Trump vuole cercare di soffocare l’economia del paese del Golfo. Trump ha spiegato che il blocco alla fine riporterà il traffico alla normalità, come accadeva prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra.
Dall’inizio della guerra, l’Iran è stato l’unico Paese del Golfo in grado di esportare petrolio a livelli simili a quelli prebellici. Al contrario, la produzione dei Paesi vicini è crollata a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz e degli attacchi di Teheran alle infrastrutture energetiche critiche della regione, scatenando una vera e propria corsa al petrolio in tutto il mondo. Stando ai dati Bloomberg, a marzo l’Iran ha esportato circa 1,7 milioni di barili al giorno di greggio e condensato, quantità superiore a quella esportata dal vicino Iraq, che prima della guerra superava di gran lunga quella iraniana.
La reazione dei mercati
Oggi si prospetta una giornata negativa per l’azionario con i future azionari statunitensi in rosso dopo che Trump ha dichiarato il blocco navale dello Stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran.
I future sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 cedono rispettivamente lo 0,7% e dello 0,8%. Atteso un avvio in forte calo anche per le Borse europee.
Di contro tornano a infiammarsi i prezzi del petrolio con rialzo di oltre il 7% sia per Wti che per il Brent, con quest’ultimo tornato di slancio sopra i 100 dollari al barile. Le quotazioni del greggio viaggiano il 35% circa sopra rispetto ai livelli prebellici.
In risalita i rendimenti obbligazionari con il Treasury a 10 anni in area 4,34%, mentre il trentennale riavvicina il muro del 5% (4,94%). Giù le crypto con Bitcoin in area 71mila dollari dopo che sabato durate i negoziati Usa-Iran si era spinto fino a 74mila.
“Sebbene un blocco navale statunitense farà aumentare il prezzo del petrolio, questo rappresenta un esito migliore per l’economia globale rispetto a un rinnovato attacco alle infrastrutture energetiche nella regione”, commentano stamattina gli esperti di Ing.
Parte l’earning season
Questa settimana focus anche sull’inizio della stagione degli utili del primo trimestre. Come di consueto toccherà alle banche statunitensi con Goldman Sachs oggi, seguita da Bank of America, Wells Fargo, Citigroup, JPMorgan Chase e Morgan Stanley nel corso della settimana.