Ryanair batte le attese ma scivola in Borsa: il caro carburante pesa sul 2027
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Ryanair finisce sotto pressione a Dublino dopo aver segnalato nuove tensioni sui costi per il prossimo esercizio. Il titolo è arrivato a cedere oltre il 4%, scendendo ai minimi da un anno, mentre il mercato valuta l’effetto combinato del caro carburante, degli aumenti salariali e delle maggiori spese di manutenzione. A pesare è soprattutto la quota di jet fuel non coperta da hedging, esposta quindi alla volatilità dei prezzi legata al conflitto in Medio Oriente. I risultati annuali hanno battuto le attese, ma la visibilità sugli utili resta ridotta e gli analisti si preparano a rivedere al ribasso le stime sul 2027.
Ryanair, il caro carburante mette sotto pressione i costi
Ryanair avverte il mercato sul possibile aumento dei costi nell’esercizio 2027, in uno scenario segnato dalla forte volatilità del prezzo del jet fuel e dall’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente. Il vettore low cost irlandese ha coperto l’80% del proprio fabbisogno di carburante a circa 67 dollari al barile fino ad aprile 2027, una strategia che dovrebbe proteggere gli utili e rafforzare il vantaggio competitivo rispetto ad altri operatori europei. Resta però scoperto il restante 20%, oggi esposto al rialzo dei prezzi dell’energia, mentre sulla struttura dei costi pesano anche gli aumenti salariali del personale di bordo e le maggiori spese di manutenzione degli aeromobili.
Il direttore finanziario Neil Sorahan ha spiegato in una intervista alla Cnbc che Ryanair ha predisposto piani anche per uno scenario estremo di crisi del carburante, pur ritenendo improbabile una sua piena realizzazione. La compagnia continua infatti a operare a pieno regime per la stagione estiva e prevede di mantenere lo stesso livello di attività anche durante l’inverno. Secondo Sorahan, tuttavia, le tensioni sui costi potrebbero accelerare la selezione nel settore, mettendo in difficoltà i vettori finanziariamente più fragili.
La società ha comunque precisato che è ancora “troppo presto” per fornire una guidance attendibile sugli utili, proprio a causa dell’elevata volatilità dei prezzi, dell’offerta di carburante e della scarsa visibilità sulla durata del conflitto in Medio Oriente. La bolletta del carburante di Ryanair è già aumentata di “alcune centinaia di milioni di euro”, secondo quanto dichiarato dal CFO alla Cnbc, senza ulteriori dettagli. Il problema riguarda l’intero comparto aereo europeo: IAG, proprietaria di British Airways, e Deutsche Lufthansa hanno già registrato rincari della bolletta energetica rispettivamente per circa 2 miliardi e 1,7 miliardi di euro.
Ryanair batte le attese, ma resta prudente sul 2027
Intanto Ryanair ha chiuso l’esercizio con risultati superiori alle attese degli analisti, confermando la solidità della domanda e la capacità del gruppo di difendere la redditività nonostante l’aumento dei costi. L’utile al netto delle imposte è salito del 40% su base annua a 2,26 miliardi di euro, oltre i 2,17 miliardi stimati dal consensus Bloomberg. I ricavi sono cresciuti dell’11% a 15,54 miliardi, sostenuti sia dai voli di linea, pari a 10,56 miliardi, sia dai ricavi ancillari, che hanno raggiunto 4,99 miliardi. Mentre i passeggeri trasportati sono stati 208,4 milioni.
La compagnia prevede di arrivare a 216 milioni di passeggeri nell’esercizio 2027, sostanzialmente in linea con le stime di mercato, e continua a puntare a una crescita redditizia fino a oltre 300 milioni di passeggeri l’anno entro il 2034. La visibilità resta però limitata: la domanda per l’estate 2026 viene indicata come solida, ma le prenotazioni arrivano più a ridosso della partenza rispetto allo scorso anno. Se i prezzi del carburante non coperto resteranno sugli attuali livelli elevati, Ryanair stima per il prossimo esercizio un possibile aumento dei costi unitari nell’ordine del 4%-6%.