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Rosso sui listini europei, a Milano focus sulla fusione Bpm-Banco Popolare

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Borse europee con il segno meno alla vigilia della pausa pasquale. A Parigi il Cac40 arretra dell’1,78%, il Dax scende dell’1,3% e l’Ibex lascia sul campo l’1,11%. A Londra, dove il Ftse100 segna un calo dell’1,32%, spicca il -13,14% di Next dopo la diffusione delle stime 2016 e il calo generalizzato dei titoli legati alle risorse di base (-7,16% di Anglo American, -3,38% di BHP, -4,43% di Glencore e -3,66% di Rio Tinto).

La Bce ha annunciato che nella settima operazione di rifinanziamento a lungo termine destinata all’erogazione di credito all’economia reale (Targeted LTRO, Long Term Refinancing Option), le banche di Eurolandia hanno richiesto fondi per 7,3 miliardi euro. La precedente operazione aveva registrato richieste per 18,3 miliardi e gli analisti avevano stimato 24,3 miliardi.

Per quanto riguarda i dati macro, segno meno per i prezzi alla produzione (-0,6% m/m) e la fiducia dei consumatori tedeschi (9,4 punti). In rosso anche le vendite al dettaglio britanniche (-0,4% m/m) e quelle, su base tendenziale, italiane (0,0% m/m, -0,8% a/a). Nel primo mese dell’anno il fatturato dell’industria del Bel Paese, al netto della stagionalità, ha mostrato un incremento dell’1% rispetto a dicembre 2015, con variazioni positive sia sul mercato interno (+1,2%) sia su quello estero (+0,4%). Nel corso del pomeriggio l’appuntamento è con i dati statunitensi su nuove richieste di sussidio, ordini beni durevoli e Pmi servizi.

Sul listino milanese, dove il Ftse Mib scende dell’1,36% a 18.211 punti, riflettori puntati sull’accoppiata Bpm-Banco Popolare (-5,56% e -6,04%). Ieri sera è finalmente arrivato il sì dei Consigli di amministrazione al progetto che porterà alla fusione e alla nascita del terzo istituto finanziario del Paese. In rosso anche Eni (-2,37%) dopo che Standard & Poor’s ha abbassato il rating di lungo termine a “BBB+” (con outlook stabile) e Campari (-0,69%) nonostante la britannica Barclays abbia alzato la valutazione a “equal weight”. FCA segna un -3,55% all’indomani del collocamento del bond da 1,25 miliardi con cedola fissa del 3,75% e scadenza marzo 2024.