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Ray Dalio lancia otto Big Short contro l’Europa: ecco i titoli dei colossi finiti nel mirino. Storica la puntata pre-elezioni contro l’Italia

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Nuovo scudo anti-spread o no, l’hedge fund più grande del mondo guidato da Ray Dalio, ovvero Bridgewater Associates, noto per avere scommesso contro l’Italia in vista delle elezioni politiche del 2018, ha deciso di aumentare le sue puntate short contro l’Europa. E’ quanto riporta un articolo di Financial News, aggiungendo che il valore delle scommesse ribassiste contro l’Europa ammonta a più di 1,5 miliardi di euro.

La notizia è stata comunicata dallo stesso hedge fund lo scorso 14 giugno: otto le posizioni short, accumulate su alcuni titoli, come quelli del gigante farmaceutico Bayer, del colosso dei servizi finanziari Allianz e di Santander Bank.

Secondo le precisazioni che sono arrivate dalla società di ricerca sulle attività di short selling Breakout Point, le posizioni di Bridgewater colpiscono lo 0,5% dei titoli di ciascuna delle otto aziende colpite dalle Big Short.

Da Ray Dalio Big Short contro 8 titoli borse europee: i nomi

Dalle prime stime, elaborate tenendo conto della capitalizzazione di mercato di ciascun gruppo, emerge che la scommessa contro Bayer ammonterebbe a oltre 315 milioni di euro; quella contro Allianz avrebbe un valore di 378 milioni e quella contro la banca spagnola di 230 milioni.

Le altre cinque puntate short sono state accumulate sui titoli Deutsche Borse, Infineon Technologies, Munich Reinsurance, BBVA e BASF, stando a quanto reso noto da Breakout Point.

Le Big Short di Ray Dalio si presentano sempre in momenti interessanti”, ha commentato al sito Financial News Ivan Ćosović, fondatore di Breakout Point, facendo notare che tutte le otto azioni fanno parte dell’indice Euro Stoxx 50  e che l’ultima volta che Bridgewater annunciò le scommesse ribassiste contro l’Europa, di entità simile, fu all’inizio della pandemia Covid-19, nel 2020.

L’articolo ricorda come l’azionario europeo stia facendo fronte a diverse sfide, le più importanti delle quali sono rappresentate dall’elevata inflazione e di conseguenza dalla prospettiva di rialzi dei tassi da parte della Bce, dalla guerra scoppiata in Ucraina con l’invasione del paese da parte della Russia di Vladimir Putin il 24 febbraio scorso, dai problemi che continuano a colpire le catene di approviggionamento.

Viene ricordato come le cose non vadano bene neanche dall’altra parte dell’Oceano, con l’indice benchmark di Wall Street, lo S&P 500, entrato pochi giorni fa in bear market, ovvero mercato orso.

Male anche le borse europee, con la borsa di Francoforte che ha visto il DAX 40 crollare del 15% dall’inizio dell’anno.

‘Ci sono i Big Short, e poi ci sono i Big Short di Dalio’

Le scommesse short di Ray Dalio, aggiunge Ćosović, sono comunque molto importanti, e colpiscono aziende che vengono considerate redditizie e solide:

“Esistono i Big Short, e poi ci sono i Big Short di Ray Dalio”, ha detto ancora Ćosović.

Agli inizi del 2018 Bridgewater Associates, l’hedge fund di Ray Dalio ha iniziato ad accumulare e a incrementare le sue scommesse short contro l’Italia, poco prima delle elezioni politiche, che portarono alla nascita del governo M5S-Lega.

In tutto 17 i titoli di Piazza Affari che finirono nel mirino del fondo speculativo, incluse le banche Intesa SanPaolo, UniCredit, Banco BPM, e pesi massimi di altri settori, come Eni ed Enel.

Quelle puntate short provocarono anche la reazione di Carlo Messina, numero uno di Intesa SanPaolo e di Davide Serra, ceo di Algebris.

Recentemente, la paura di un attacco speculativo contro l’Italia è tornata con un commento di Goldman Sachs, che ha scatenato un’ondata di polemiche.

Gli analisti hanno parlato delle imminenti elezioni politiche italiane del 2023, avvertendo che “in Italia il rischio di una spaccatura politica è ancora più profondo, visto che il governo Draghi giungerà a scadenza, con l’attuale coalizione che lo appoggia che si spezzerà in due principali blocchi: la coalizione di centro-sinistra attorno al Partito Democratico e la coalizione di centro destra, con la destra estremista di Fratelli d’Italia (FdI) al momento in testa ai sondaggi”.

“Un cambiamento della coalizione di governo – ha sottolineato ancora Goldman Sachs – rafforzerà probabilmente l’incertezza sulla realizzazione del Recovery Fund, sul suo impatto sulla crescita e, dunque, sul sostegno alla sostenibilità del debito”.

Riguardo al discorso ‘sostenibilità del debito pubblico italiano’, la paura è tornata la scorsa settimana con il mancato nuovo bazooka anti-spread salva-Italia da parte della Bce di Christine Lagarde.

Lo spettro di una frammentazione dell’area euro è tornato a dominare il sentiment dei mercati – anche globali – facendo schizzare i tassi sui BTP decennali fino a oltre il 4%, al record dal 2013, e portando lo spread BTP-Bund verso quella che da tempo viene considerata la soglia pericolo, (intesa come soglia che porterebbe la Bce a intervenire con un bazooka), a fronte di pesanti smobilizzi sulla borsa di Milano.

Ieri, a seguito di una riunione di emergenza, la Bce ha annunciato l’intenzione di sfornare il tanto ambìto scudo anti-spread, pur fornendo pochi dettagli. E dimostrando, di fatto, che un nuovo scudo anti-speculazione, al momento, non è pronto e disponibile.