Poste-Tim, Del Fante promette una nuova politica di dividendi competitiva
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Telecom resterà una società autonoma, l’offerta economica va bene così, presenteremo un nuovo piano e in quell’occasione garantiremo una politica di dividendi competitiva grazie “a una combinazione che genererà un valore significativo per tutti gli stakeholder”. Questi, in sintesi, i messaggi lanciati ieri dall’ad di Poste Matteo Del Fante nel corso della conference call con cui il gruppo ha spiegato al mercato la ratio dell’offerta da oltre 10 miliardi lanciati ieri a sorpresa.
L’operazione è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale. E il cfo Camillo Greco ritiene di “non dover aumentare l’offerta”. In caso di adesione totale, l’esborso per Poste sarebbe di circa 2,8 miliardi. Gli azionisti Tim arriverebbero a detenere il 22% del capitale di Poste, mentre la quota pubblica scenderebbe dall’attuale 65% a circa il 51%, con Cdp dal 35% al 28% e il Mef dal 29% al 13%.
I messaggi di Del Fante
Nel corso della conference call, Del Fante ha cercato di convincere il mercato della bontà dell’operazione e delle sinergie che creeranno valore. Secondo l’ad Tim rimarrà una “stand alone company” visto che “il brand iconico è molto ben affermato tra i consumatori italiani“. L’ad considera il gruppo di Tlc come il partner giusto “per accelerare la crescita della piattaforma e il compimento del nostro percorso di 9 anni. Una combinazione che genererà un valore significativo per tutti gli stakeholder”.
I tempi
Quanto ai tempi, l’opas dovrebbe essere lanciata a luglio. L’agenda prevede, illustra il direttore finanziario Camillo Greco, che il documento di offerta sia presentato entro metà aprile; a giugno dovrebbe riunirsi l’assemblea di Poste per l’aumento di capitale al servizio dell’offerta e l’opas, ricevute le autorizzazioni dovrebbe essere lanciata a luglio per chiudersi nel quarto trimestre. L’operazione “sarà ovviamente notificata all’Antitrust”, ma “non ci sono rischi”, ha detto Del Fante spiegando che “non ci aspettiamo un coinvolgimento della Direzione Generale Concorrenza europea”. Entro la fine dell’anno ci sarà anche la presentazione di un nuovo piano industriale di Poste.
Governo neutro
“Da cinque anni Poste Italiane guarda Telecom Italia, i governi nel frattempo sono cambiati, quindi non c’è alcun coinvolgimento del Governo nell’operazione. L’Opas rappresenta “il culmine di un percorso iniziato anni fa, è qualcosa in cui crediamo”. Ma in passato “il debito di Tim era troppo alto. E’ stato solo dopo la eccellente esecuzione di Pietro Labriola dello spinf off della rete e il deleverage nel 2024 che all’inizio dell’anno scorso” la compagnia ha iniziato a dare risultati positivi “con il mercato che ha apprezzato il nuovo ruolo istituzionale di Tim.
Il piano e i dividendi
In quella occasione sarà annunciata “una nuova politica dei dividendi competitiva”, ha chiarito Camillo Greco, responsabile amministrazione, finanza e controllo di Poste. L’utile per azione (Eps) sarà positivo già nel 2027 e tale crescita sarà a doppia cifra a partire dal 2028. “Il dividendo per azione implicito nelle previsioni di Poste Italiane per il 2026 e’ confermato e la leva finanziaria pro forma rimane pienamente coerente con il nostro attuale rating creditizio”.
Il gruppo che nascerebbe dalle nozze storiche sarebbe una realtà con ricavi aggregati da 26,9 miliardi, un ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi e con oltre 150 mila dipendenti. Poste stima sinergie per 700 milioni annui:. Attesa anche l’integrazione delle offerte commerciali con soluzioni avanzate di data analytics e AI, per migliorare targeting, personalizzazione dell’offerta ed engagement della clientela.
Poste ha una rete di 13mila uffici postali, a questi si aggiungerebbe gli oltre 4mila punti vendita Tim e una rete di 49mila partner terzi. Alla fine ci sarebbero 19 milioni di clienti digitali attivi.