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Poste Italiane: per analisti il modello diversificato è solido pilastro per crescita futura e dividendi più generosi

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Il modello di business diversificato di Poste Italiane consente al gruppo di adattarsi efficacemente alle mutevoli condizioni di mercato, fornire buoni risultati e offrire una politica dei dividendi remunerativa. Gli analisti di Banca IMI si confermano molto positivi nei confronti del gruppo guidato da Matteo Del Fante a seguito dell’Italian Equity Conference London tenutasi a Londra la scorsa settimana.
Per quanto concerne il servizio postale, dei pacchi e la distribuzione, i ricavi del segmento sono diminuiti dell’1,3% su base annua a 2.555 milioni nel terzo trimestre del 2019 e questo a causa di un aumento del 13% dei pacchi che compensa il calo del 5% della posta. Per quanto riguarda i pacchi, i volumi sono aumentati del 17,6% su base annua con una crescita inferiore in ricavi che riflettono un prezzo medio dei pacchi più basso a causa di un maggiore contributo da parte dell’e-commerce B2C  (in linea con la strategia del gruppo), che ha registrato un progresso del 28% su base annua in volumi. “Segnaliamo che nel luglio 2019, a seguito di un investimento di 50 milioni di euro – sottolineano gli analisti di Banca IMI che hanno giudizio Add sul titolo – Poste Italiane ha inaugurato un nuovo polo di smistamento automatico a Bologna, con tre centri di smistamento integrati per diverse dimensioni di pacchi (piccoli, medi e grandi) e una capacità di smistamento totalmente automatizzata fino a 250.000 unità al giorno, pari a circa il 40% dell’attuale piena capacità automatizzata giornaliera di Poste Italiane”.

Gli analisti poi si soffermano sull’innovazione a cui aspira il gruppo, sostenendo che tecnologia e digitalizzazione sono fattori chiave per Poste, che fa leva su una piattaforma forte per concentrarsi sull’innovazione e sulla customer experience come motori di crescita.  Il prossimo 25 gennaio inoltre Poste Italiane ospiterà un Innovation Workshop a Londra.
In riferimento poi all’andamento degli afflussi netti, la raccolta netta totale è stata pari a 4,9 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2019, sostenuta da 3,9 miliardi di euro derivanti dall’offerta di assicurazioni unit-linked e multiclass, mentre dai fondi comuni di investimento ha raccolto circa 300 milioni di euro. Nella conference call relativa ai risultati del terzo trimestre, il management ha espresso fiducia nel proseguimento di questa tendenza alla diversificazione nel quarto trimestre.

Il coefficiente di solvibilità (Solvency Ratio II), ancora calcolato su a modello standardizzato, si attesta al 295% a fine settembre contro un livello target del 200%. Gli analisti rimarcano però come la sensibilità a un potenziale allargamento dello spread BTP-Bund è ancora elevata (+100 pb portano a un livello del 187%).
“Abbiamo una visione positiva del titolo – concludono gli analisti di Banca IMI – supportata anche dai forti risultati rilasciati nel terzo trimestre, fornendo un’elevata visibilità sugli obiettivi del 2019 e consentendo la distribuzione dell’acconto sul dividendo del 2019 pari a 0,154 euro”.

Analisti positivi sul titolo

Negli ultimi 12 mesi il titolo Poste si è apprezzato del 37% e presenta un dividend yield del 3% circa ai prezzi attuali. La capitalizzazione di Poste si attesta poco sopra i 13,5 miliardi di euro. Dai massimi storici del 12 novembre scorso (11,205 euro), il titolo è ritracciato leggermente negli ultimi due mesi. Dal consensus degli analisti su Bloomberg emerge per Poste un 42,9% di giudizi Buy, il 50% di Hold, mentre solo 1 analista (7,1%) dice Sell. Il target price medio è di 11,22 euro, ossia con un potenziale upside del 7,9% rispetto ai prezzi attuali.