Notizie Notizie Italia Pil Italia 2025 in crescita dello 0,5% rispetto al 2024: i numeri dell’Istat

Pil Italia 2025 in crescita dello 0,5% rispetto al 2024: i numeri dell’Istat

2 Marzo 2026 10:56

Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,5% rispetto al 2024. A fornire i numeri è l’Istat secondo cui a trainare l’espansione è stata soprattutto la domanda interna. Al netto delle scorte, la domanda nazionale ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil per 1,5 punti percentuali. In particolare, gli investimenti fissi lordi sono cresciuti in volume del 3,5%, mentre i consumi finali nazionali hanno segnato un aumento dello 0,9%. Un segnale incoraggiante che conferma una certa vitalità del tessuto produttivo e della spesa delle famiglie.

Diverso il quadro sul fronte estero. Le esportazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1,2%, ma le importazioni hanno registrato un incremento più sostenuto, pari al 3,6%. Di conseguenza, il contributo della domanda estera netta alla crescita è stato negativo per 0,7 punti percentuali. Anche la variazione delle scorte ha inciso in senso sfavorevole, sottraendo 0,2 punti alla crescita complessiva.

Industria e servizi in lieve espansione

Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto ha mostrato dinamiche differenziate tra i settori. L’industria nel suo complesso ha registrato una crescita dello 0,8%, con un aumento dello 0,3% nell’industria in senso stretto e un più robusto +2,4% nelle costruzioni. I servizi hanno segnato un progresso dello 0,3%, mentre l’agricoltura, silvicoltura e pesca hanno evidenziato una lieve flessione dello 0,1%.
La crescita dell’attività produttiva si è riflessa anche sul mercato del lavoro. Le unità di lavoro totali sono aumentate dell’1,3%, accompagnate da un incremento dei redditi da lavoro dipendente del 3,8%, un dato che segnala un miglioramento complessivo della massa salariale.

Conti pubblici in miglioramento

Sul fronte della finanza pubblica, il 2025 ha visto un rafforzamento degli equilibri. Il rapporto tra indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche e Pil è sceso al -3,1%, rispetto al -3,4% del 2024. Migliora anche il saldo primario, che passa dal +0,5% al +0,7% in rapporto al Pil, confermando una gestione più solida al netto della spesa per interessi.
Proprio la spesa per interessi è cresciuta dell’1,9%, in un contesto ancora condizionato dal livello dei tassi. Parallelamente, la pressione fiscale è aumentata di 0,7 punti percentuali, elemento che rappresenta un fattore da monitorare per gli effetti su consumi e investimenti.

UNC: “Il Paese arranca”

“Il Paese arranca. Nonostante i soldi del PNRR, si cresce ancora dello zero virgola, un rialzo irrisorio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sul Pil.

“Male anche la spesa delle famiglie residenti che sale in valori concatenati di appena l’1%. E’ evidente che, siccome secondo i dati di oggi rappresenta il 55,65% del Pil, la crescita resterà sempre ai minimi termini fino a che i consumi resteranno al palo. Purtroppo, non saranno certo i 440 euro dati a chi dichiara 200 mila a poter rilanciare i consumi, vista la bassa propensione marginale al consumo di queste persone che non hanno certo bisogno di qualche centinaio di euro in più per poter fare la spesa al supermercato” conclude Dona.