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Piazza Affari volatile, ma effetto Draghi non è finito. Moncler, Eni e Leonardo sotto la lente

Giornata all’insegna della volatilità per il Ftse Mib che fallisce il tentativo di rimbalzo. Sotto la lente la stagione degli utili con i conti di Moncler ed Eni

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Piazza Affari fallisce il tentativo di rimbalzo. L’indice Ftse Mib ha infatti iniziato la giornata in moderato rialzo, ma ora è scivolato in territorio negativo e mostra un -0,14% a 22.889 punti (ieri aveva chiuso in calo di oltre 1 punto percentuale scivolando sotto la soglia dei 23.000 punti). Intanto oggi inizieranno i primi impegni politici del premier Mario Draghi, con un intervento in videoconferenza alla riunione dei leader del G7, dopo aver incassato un’ampia fiducia del Parlamento.
“Il varo del Governo Draghi ha prodotto una fiammata di domanda su carta italiana, e ora stiamo vedendo un pullback temporaneo. Ovviamente pensare che l’effetto Draghi sull’Italia sia già esaurito è assurdo“, afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr. “Personalmente – aggiunge l’esperto -mi aspetto che la Borsa Italiana recuperi parte del gap nei confronti delle altre piazze europee accumulato negli ultimi anni , ben rappresentato dal divario di price earnings, come si nota nel grafico sotto”.

Tre titoli da monitorare oggi: Leonardo, Moncler ed Eni

La stagione delle trimestrali torna protagonista a Piazza Affari. Ieri a mercati chiusi sono arrivati i risultati 2020 di Moncler, miglior titolo del Ftse Mib con rialzo del 6,6 per cento. Il gruppo guidato da Remo Ruffini ha archiviato l’esercizio 2020 i ricavi consolidati che sono scivolati a quota 1.440,4 milioni di euro (-11% a tassi di cambio costanti), mentre nel corso del quarto trimestre il fatturato è salito a 675,3 milioni (+8% a tassi di cambio costanti).
Nel 2020 l’utile netto di Moncler ha evidenziato una flessione a 300,4 milioni dai 358,7 milioni del 2019. In particolare, l’attenzione del mercato sembra concentrarsi sulle performance degli ultimi mesi e sulle dichiarazioni del ceo Remo Ruffini che ha detto: “Trovarsi a novembre, dopo alcuni mesi di timidi entusiasmi e speranze, di nuovo nell’incertezza dei dati di contagio in aumento, dei lockdown, e dell’impossibilità di pianificare, ci ha spinto, ancora una volta, a mettere in campo una grande capacità di reazione, senza la quale oggi non commenteremmo dei risultati che ritengo eccezionali”. Il consiglio di amministrazione ha inoltre proposto un dividendo di 0,45 euro per azione, pari a complessivi 113,7 milioni.
Sotto la lente anche i conti 2020 di Eni. Il titolo del big petrolifero italiano si posiziona nelle retrovie del Ftse Mib (-1,6%) dopo avere chiuso il 2020 con una perdita di 8,56 miliardi di euro, con una perdita rettificata di 742 milioni. La società ha tuttavia confermato la proposta di dividendo per il 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020.
Si guarda anche al titolo Leonardo sospeso per eccesso di rialzo in scia ai rumors dell’Ipo della controllata americana Drs. Ora il titolo dell’ex Finmeccanica vola di oltre l’8 per cento. Stando a quanto riportato da “Il Messaggero” a metà della prossima settimana si riunirà il consiglio di amministrazione per avviare il processo per la quotazione di Drs che subirebbe un’accelerazione, materializzandosi entro un mese anziché entro giugno come ipotizzato dalle indiscrezioni circolate lo scorso novembre.

Le ultime dai Pmi della zona euro. “Sembra probabile che l’inflazione tornerà ad alzarsi nei prossimi mesi”

L’indebolimento del settore dei servizi della zona euro è stato ammortizzato dalla crescita del manifatturiero. E’ quanto scrivono gli esperti di Ihs Markit presentando i risultati deL Pmi manifattura e di quello servizi della zona euro. Nel dettaglio, la lettura flash di febbraio del Pmi manifatturiero nella zona euro è migliorata, attestandosi a 57,7 contro i 54,8 a gennaio (si tratta del valore più alto in 36 mesi). Di contro, l’indice Pmi servizi è scivolato a 44,7 rispetto ai 45,4 registrati a gennaio (si tratta del valore più basso in 3 mesi).
“Le attuali misure restrittive hanno inferto a febbraio un’ulteriore ferita al settore dei servizi dell’eurozona,
aumentando la possibilità di un nuovo crollo del PIL nel primo trimestre. Detto ciò, l’impatto è stato alleviato dalla forte crescita manifatturiera, indicando una contrazione economica di gran lunga più leggera di quella riportata nella prima metà dell’anno scorso. Grazie ad un’altra impressionante prestazione del settore manifatturiero tedesco e ai segnali di rafforzamento della produzione nel resto della regione, la crescita industriale è stata la maggiore osservata negli ultimi tre anni”. Lo scrive Commentando Chris Williamson, chief business economist presso Ihs Markit, sottolineando che “gli sviluppi sul vaccino hanno allo stesso tempo stimolato la crescita dell’ottimismo”. Secondo l’economista continua a destare preoccupazione l’intensificarsi della carenza di fornitura che ha fatto innalzare il prezzo delle materie prime. Allo stato attuale, la debole domanda, in particolare quella per i servizi, sta limitando la pressione sui prezzi, ma sembra probabile che l’inflazione tornerà ad alzarsi nei prossimi mesi.