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Piazza Affari scende ancora, conti trimestrali affossano Azimut e Finmeccanica

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Fallisce il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari. Dopo una prima parte di seduta promettente con i principali mercati azionari sostenuti dal balzo delle quotazioni del petrolio, il pomeriggio ha visto tornare a prevalere le vendite. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,07% a quota 17.923 punti. In attesa dei riscontri relativi al mercato del lavoro statunitense in arrivo domani, i mercati hanno guardato alla nuova crisi politica in Turchia con le dimissioni del premier a causa dei dissidi con il presidente Erdogan. Tra le commodity rally del petrolio con il Wti tornato in area 45 dollari al barile in scia all’incendio che nella provincia canadese di Alberta minaccia la produzione di greggio. Sul fronte macro indicazioni negative dalla Cina con il Pmi servizi sceso ad aprile a 51,8 punti dai da 52,2 precedenti. In Italia l’Istat ha sottolineato la presenza di rischi per l’attività economica nel breve termine nonostante le indicazioni positive dei primi mesi dell’anno.
A Milano il prima fila il comparto energetico sostenuto dal balzo dei prezzi del petrolio: +1,93% per Eni spinta anche dalla decisione di Citi di includere il titolo nella Focus List Europe.
Brillante performance per il titolo Mediaset (+2,54%) sostenuta dai conti oltre le attese arrivati dalla controllata Mediaset Espana. Riscontri che hanno indotto Morgan Stanley ad alzare il target price sull’azione della controllata spagnola da 12 a 13 euro con rating “overweight”. Rialzo sostenuto anche per Telecom Italia (+2,95%) che ha cavalcato la buona intonazione del settore tlc europeo in scia ai riscontri positivi arrivati dalla trimestrale della britannica BT.

Giovedì nero per Azimut (-5,43% a 19,83 euro) che ha ceduto alle vendite in scia alla diffusione dei conti trimestrali che hanno visto i ricavi in netto calo a 133,2 milioni di euro, mentre l’utile netto è sceso da 127,8 milioni a 20,3 milioni. La raccolta netta è stata di 1,7 miliardi (2,8 miliardi a fine aprile). Fitte vendite anche su Finmeccanica (-2,99% a 10,69 euro) che ha annunciato di avere chiuso il primo trimestre del 2016 con un risultato netto pari a 64 milioni di euro (includendo la plusvalenza sulla cessione di Fata) rispetto agli 11 milioni del primo trimestre 2015, mentre il risultato netto ordinario si è attestato a 56 milioni dai 4 milioni di un anno prima. Rivista al rialzo la guidance per l’intero 2016.