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ENI e Tenaris trascinano Piazza Affari, venerdì vincente anche per TIM

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Finale di settimana in rialzo per Piazza Affari che così come Wall Street non paga i deboli riscontri dalle no farm payrolls statunitensi. Il dato di novembre, ampiamente al di sotto delle attese, ha contribuito ad alimentare le attese di ulteriori stimoli monetari e fiscali.

L’indice Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con un +0,78% a 22.178 punti.

Sotto i riflettori il petrolio con WTI tornato sopra i 46$ e Brent in area 49$. L’Opec+, alleanza tra paesi Opec e non Opec come la Russia, ha deciso che, a partire dal prossimo gennaio, la produzione di petrolio crude sarà aumentata di 500.000 barili al giorno. Questo significa che l’ammontare totale di tagli, all’inizio del 2021, scenderà a 7,2 milioni di barili al giorno, rispetto ai 7,7 milioni di barili al giorno di tagli in vigore dallo scorso agosto.

A fare la voce grossa sono stati oggi proprio i titoli energetici con oltre +4% per Tenaris, +3,14% per Saipem e +3,45% per ENI arrivata in ara 8,75 euro. In aggiunta Eni poi festeggia anche l’ingresso nel mercato eolico offshore in Gran Bretagna, grazie all’acquisizione del 20% da Equinor e SSE Renewables del progetto Dogger Bank (A e B), il progetto più grande del mondo nell’offshore eolico.

Seduta tonica anche per Leonardo salita di oltre il 3,3% con gli ordini Boeing che hanno dato ottimismo sul settore. Molto bene anche TIM con +2,79%.

Acquisti oggi anche su Atlantia (+0,87%) con il ritorno del nome di F2i per il dossier Autostrade.

TRa i segni meno spicca il -2% di Ferrari.