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Piazza Affari sale nonostante maggioranza titoli in ribasso sul Ftse Mib. Scatto di Ferrari, Stm ed ENI

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Ennesima seduta con intonazione rialzista per Piazza Affari che nel pomeriggio ha trovato sponda nel rally di Wall Street in attesa della presentazione da parte di Biden del piano infrastrutturale. Di contro a frenare l’Europa c’è la prospettiva di nuovi blocchi (stasera Macron dovrebbe annunciare un nuovo lockdown per la Francia). L’indice Ftse Mib ha chiuso con +0,049% a 24.648 punti aggiornando nuovamente i massimi a oltre 13 mesi e avvicinando la resistenza psicologica dei 25 mila punti presso la quale stazionano anche i massimi a 13 anni per l’indice guida milanese. Segno più nonostante tra le big 40 del Ftse Mib solo 14 oggi abbiano chiuso in rialzo.

Tra i singoli titoli del paniere principale si distingue Buzzi con +1,88% sopra la soglia dei 22 euro per azione. Buzzi risulta tra i titoli che maggiormente possono trarre beneficio dal piano infrastrutturale statunitense, così come Prymsian (+1,99%).

Ritraccia oogi CNH (-2%) dopo il rally della vigilia il scia ai rumor sulla possibile cessione di Iveco ai cinesi. Oggi il M5S ha invocato l’intervento del ministro Giorgetti per l’utilizzo della golden power al fine di evitare che la società sia ceduta in mani straniere.

Al tappeto oggi Pirelli, caduta del 3,55%, nel giorno del nuovo piano Industriale che prevede due fasi: la prima al 2022 con il recupero dei valori pre-covid 2019 e la seconda di stabilizzazione in cui punta al 2025 a diventare leader su specialties high value con un’elevata generazione di cassa. Pirelli si attende nel biennio 2021- 2022 ricavi tra 5,1-5,3 miliardi di euro, con un margine Ebit adjusted tra oltre il 16 e il 17%, un flusso di cassa netto pre-dividendi tra 420 e 460 milioni e una posizione finanziaria netta negativa tra 2,75 e 2,65 miliardi. A fine 2025 i ricavi sono invece attesi tra 5,7-6,2 miliardi, con un margine ebit adjusted tra il 19% e il 20% e un flusso di cassa netto pre-dividendi triennio 2023-2025 tra 1,7-1,9 miliardi. In base alle prospettive di generazione di cassa per il periodo 2020-2025, la politica dei dividendi approvata dal cda prevede un pay out di circa il 50% del risultato netto consolidato del 2021 e 2022, e un pay out del 40% dell’utile netto consolidato nel 2023 e 2024.

Tra le big seduta positiva per Ferrari (+18%) e STM (+1,85%) che si accoda al rally del tech statunitense. Bene anche ENI (+0,79% a 10,494 euro) con Morgan Stanley che in un report dedicato al comparto oil&gas europeo ha rivisto al rialzo la raccomandazione su Eni, portandola da underweight a overweight, con il prezzo obiettivo che sale da 8,20 a 12,30 euro. Soffermandosi su Eni, gli esperti della banca d’affari Usa sottolineano come la società guidata da Descalzi stia compiendo progressi nella ristrutturazione del business delle rinnovabili (Retail & Renewables) e si soffermano sulle recenti indiscrezioni stampa riportate da Reuters secondo cui potrebbe essere allo studio una potenziale Ipo di queste attività.