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Piazza Affari piomba ai minimi da giugno, settimana nera da oltre -10% per tre big del Ftse Mib

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Piazza Affari archivia una nuova settimana infelice con tanti titoli di spessore del Ftse Mib che hanno pagato fortemente dazio in questi giorni. L’indice Ftse Mib segna oggi -1,1% a 18.668 scivolando sui minimi da inizio giugno. Segnali poco confortanti da oltreoceano con gli ordini dei beni durevoli degli Stati Uniti che sono saliti su base mensile di appena lo 0,4%, decisamente al di sotto rispetto all’aumento dell’1,5% atteso dal consensus e in forte rallentamento dal +11,6% di luglio. I timori per le prospettive economiche hanno comportato la quarta settimana consecutiva di perdite per Wall Street. In Europa focus sull’emergenza Covid con in particolare la Francia alle prese con un record di contagi, oltre 16 mila contagi ieri.
Per l’Italia a poco è valsa oggi la lettura positiva della fiducia delle imprese, salita più del previsto a settembre e che conferma come il paese stia contenendo la seconda ondata del coronavirus molto meglio di altri paesi.

Settimana no per tante big, si salvano solo tre titoli

Peggio ha fatto ancora una volta Saipem con addirittura -3,3% portando a quasi -69% il suo saldo Ytd. Guardando alla classifica settimanale è proprio Saipem a svettare in negativo con quasi-18%, seguita da Tenaris con -11,5%, Unicredit con -10,9% ed ENI con -9,5%. Di contro sono riuscite a strappare il segno più nel saldo a 5 giorni solo tre titoli: Snam +2,3%, Diasorin +1,9% e Prysmian +0,2%.
Da inizio anno è sempre Diasorin a guidare la classifica dei più resilienti di Piazza Affari con +47,8%, seguita da Nexi con +35,3% e Recordati +19,4%.

Anche oggi scendono i soliti noti

A Milano in deciso calo oggi alcune big in particolare le due banche regine: -1,8% Intesa Sanpaolo e -2,3% Unicredit che si rimangia il tentativo di rimbalzo della vigilia. Ennesima seduta difficile per ENI, il colosso energetico cede l’1,8% a 6,69 euro sui minimi a sei mesi e non lontano dai minimi annui toccati a metà marzo. Da inizio ano il saldo è molto pesante (-51,7%) per Eni che a inizio settimana ha staccato l’acconto dividendo da 0,12 euro per azione.
Ancora una seduta difficile per Atlantia a -2,42% all’indomani delle decisioni del cda sul futuro Autostrade per l’Italia (Aspi) che ha avviato un processo ‘dual track’ per cedere l’88% di Aspi, che prevede il conferimento della quota in una Newco (Autostrade Concessioni e Costruzioni) e lo spin-off della società o, alternativamente, la sua vendita in blocco. “Lo spin-off di Aspi è condizionato all’approvazione del Pef (piano economico finanziario), mentre CDP dovrebbe effettuare un’offerta competitiva per avere il controllo della società. Rimangono quindi fondamentali le negoziazioni con CDP. Inoltre, la holding cedendo il 38% della Newco potrà ridurre il proprio debito”. Equita sottolinea inoltre che “alcune indicazioni del Pef includono manutenzioni più elevate delle attese, pari a 3 miliardi nel 2020-24 rispetto ai 2 miliardi attesi nel 2019-2023” e spiega che “le compensazioni per 3,4 miliardi non sembrerebbe includano le maggiori manutenzioni (incluse in tariffa), come ci saremmo attesi”. La sim milanese ha confermato la raccomandazione hold su Atlantia, con target price di 15 euro.

Banco invece prosegue il rally da M&A

Tra i pochi titoli a salvarsi spicca Banco BPM (+2,35%) che già ieri era schizzata in avanti di quasi il 6% sui rumor di un possibile interesse di Credit Agricole. Sempre ieri alcune voci stampa hanno accennato anche l’ipotesi di un interesse di Unicredit a un deal con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna.
Segno più per titoli difensivi quali Terna (+1,52%) e Snam (+0,85%); quest’ultima ha siglato un memorandum of understanding con A2A per una cooperazione tecnologica avente a oggetto lo studio di progetti finalizzati allo sviluppo dell’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione del settore energetico in Italia e della Hydrogen Strategy europea. L’accordo sarà eventualmente oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto dei profili regolatori applicabili.
Infine, segno più per altri titoli che in questi mesi si sono comportati da porto sicuro nelle fasi di maggiore volatilità come Diasorin (+1,67%), Amplifon (+0,76%) e Inwit (+0,7%).