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Piazza Affari inizia bene la settimana, Ftse Mib chiude con un rialzo dello 0,5%

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Piazza Affari ha reagito bene ad un avvio di seduta in deciso ribasso, complice il nulla di fatto al summit di Doha. Il vertice tra 16 dei maggiori produttori mondiali di petrolio si è concluso senza nessun accordo sul congelamento dei livelli produttivi. A bloccare ogni possibilità di intesa la presa di posizione dell’Arabia Saudita che ha fatto sapere che non frenerà la sua produzione senza impegni da altri grandi produttori, tra cui l’Iran. Le parole di Alexander Novak, ministro russo dell’Energia, su un possibile accordo futuro hanno fatto risalire il petrolio, con il Wti che questa mattina era sprofondato sotto 38 dollari al barile. E così l’indice Ftse Mib, sulla scia delle forti vendite alla Borsa di Tokyo, aveva toccato in avvio minimi a 17.903 punti. Il paniere, che ha sfruttato anche l’andamento positivo di Wall Street, ha chiuso con un progresso dello 0,55% a 18.358 punti. In settimana attesa per la riunione della Bce, in programma giovedì 21 aprile.

Acquisti sui titoli del comparto bancario: Montepaschi ha guadagnato l’8,24% a 0,65 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 2,58% a 5,055 euro, Intesa SanPaolo lo 0,49% a 2,46 euro, Ubi Banca il 4,98% a 3,708 euro. Su Unicredit (-3,43% a 3,318 euro) ha pesato lo stacco cedola nella giornata in cui la banca milanese ha reso noto di aver raggiunto un’intesa con Quaestio Management SGR, per conto del Fondo Atlante, con riferimento all’aumento di capitale finalizzato allo sbarco in Borsa della Popolare di Vicenza. L’accordo prevede il “sub-underwriting” da parte del Fondo Atlante in relazione agli impegni assunti da UniCredit nel contesto dell’aumento di capitale della popolare vicentina. Il settore petrolifero, dopo un inizio in profondo rosso per il nulla di fatto al vertice di Doha, ha recuperato terreno con Saipem che ha archiviato la seduta con un balzo del 5,21% a 0,371 euro, mentre Eni ha contenuto le perdite con un -0,30% a 13,50 euro.

Tonica Finmeccanica (+1,84% a 11,06 euro) che ha beneficiato della promozione a buy arrivata dagli analisti di Ubs. “Ci aspettiamo che il management continui a implementare il piano di ristrutturazione e rafforzare l’esecuzione dei progetti – ha rimarcato Ubs – e abbiamo alzato il giudizio a buy sulla base di una valutazione interessante e dell’upside del 2/5% rispetto alle attese del mercato a livello di Ebitda 2016-2017”. Sotto i riflettori Mediaset (+1,29% a 3,934 euro) dopo il via libera condizionato dell’Antitrust all’acquisizione da parte di Rti del gruppo Finelco (Radio Montecarlo, Radio 105, Virgin Radio). Gli analisti di Equita hanno giudicato positivamente l’operazione per Mediaset. Infine da segnalare Prysmian (-0,99% a 20,09 euro) che ha sottoscritto un accordo per la cessione del 67% di Prysmian Baosheng Cable, la joint venture in Cina, al partner Baosheng Group, per un corrispettivo complessivo di 300 milioni di renminbi, circa 42 milioni di euro.