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Piazza Affari: effetto conte Bis si fa ancora sentire sul Ftse Mib (+1%), Stm la migliore (+6,2%)

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Si chiude un’altra giornata di acquisti per Piazza Affari che ha ancora voglia di salire grazie all’effetto Conte-Bis, con il giuramento avvenuto oggi. Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ieri si è recato al Quirinale per presentare la squadra di governo. Spiccano i nomi del leader del M5S Luigi Di Maio agli Esteri, Roberto Gualtieri nuovo ministro dell’Economia, Luciana Lamorgese agli Interni e Lorenzo Guerini alla Difesa. Il Ftse Mib archivia le contrattazioni in rialzo dell’1% a 21.955,07 punti, proseguendo l’intonazione della seduta di ieri che si è chiusa con un balzo dell’1,6%. Inoltre, sui mercati prevale l’ottimismo sul fronte guerra commerciale in scia alla conferma che Stati Uniti e Cina terranno un nuovo ciclo di incontri a Washington a inizio ottobre, mentre già da questo mese si terranno i colloqui preparatori.
Tornando a Piazza Affari, Stm chiude in vetta con un rialzo del 6,2%, beneficiando del trend positivo del settore dei semiconduttori, dopo la ripresa delle trattative tra Stati Uniti e Cina. Inoltre, i vertici di STM, hanno confermato le stime per l’intero 2019: un incremento del fatturato pari a un miliardo di dollari nel secondo semestre del 2019 rispetto a quanto realizzato nella prima metà dell’esercizio.
In forze anche oggi il settore bancario sulla scia dei nuovi minimi a 15 mesi toccati dallo spread che prova ad allungare sotto quota 150 punti base. Unicredit balza del 3,5% e Ubi banca del 3,1%. Tra i finanziari spicca anche FinecoBank (+2,7%).
Fca ruggisce anche oggi in Borsa (+2,9%) trovando sponda nella possibile schiarita sulla questione dazi, ma anche sul possibile sblocco del dossier alleanze e il ritorno di fiamma tra il gruppo italo-americano e Renault. I nuovi rumor in arrivo dalla Francia parlano di un possibile imminente accordo Renault-Nissan per poi riavviare le negoziazioni Renault-Fca.
In spolvero anche Exor (+2,7%) che ha chiuso i primi sei mesi del 2019 con utili consolidati per 2.427 milioni di euro, più che triplicati all’analogo periodo dello scorso anno. Il balzo dei profitti è riconducibile in parte alla quota di spettanza di Exor della plusvalenza generata dalla cessione di Magneti Marelli per 1.092 milioni di euro.
Bene Atlantia (+1,1%), su cui tiene ancora banco la questione revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Il Movimento 5 Stelle fa capire che non cambia la posizione come conferma oggi Manlio Di Stefano, deputato M5S e sottosegretario agli Esteri del primo governo Conte: “Le concessioni autostradali ai Benetton vanno rimosse. Le concessioni autostradali, come tutte le concessioni in Italia, vanno riviste, non è possibile avere dei monopoli senza obblighi di reinvestire in manutenzioni”.
Sotto la parità Telecom Italia (-0,2%) che ha concluso con successo la sperimentazione, in collaborazione con Ericsson, della core network 5G cloud native presso i propri laboratori di Torino. Obiettivo adottare soluzioni per una gestione operativa avanzata della rete e di implementare i principi più innovativi delle architetture software nell’ambito delle reti mobili di nuova generazione.
Debole Campari (-0,6%) nonostante abbia annunciato la firma dell’accordo per l’acquisizione della società francese Rhumantilles, a seguito dell’esito positivo delle negoziazioni avviate in esclusiva con il gruppo Chevrillon. L’enterprise value dell’acquisizione è pari a 60 milioni di euro. I peggiori del Ftse Mib sono Amplifon (-3,3%) e Prysmian (-2,4%).