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Piazza Affari chiude rossa. Mista la Galassia Agnelli, bene Luxottica -1

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La Borsa di Milano ha chiuso gli scambi in netto calo, subendo una rapida flessione subito dopo la conclusione dell’asta dei Btp. Male anche il dato oltreoceano sull’indice prezzi alla produzione, che a giugno ha registrato un dato peggio delle attese. Intanto ennesima mossa da parte delle agenzie di rating. Moody’s ha infatti messo sotto osservazione il rating tripla A degli Stati Uniti per un possibile downgrade. La decisione è frutto della crescente possibilità che il limite di indebitamento non venga alzato entro i termini previsti. Dall’Europa è arrivato il consueto bollettino mensile della Bce: “I timori di una propagazione della crisi ad altri Paesi dell’area euro oltre Grecia, Irlanda e Portogallo hanno continuato a pesare sul clima di mercato”. Inoltre “si è potuto osservare un significativo intensificarsi dei flussi verso investimenti rifugio”. E così Piazza Affari il Ftse Mib si è attestato a 18.640 punti lasciando sul parterre l’1,07%, mentre il Ftse All Share ha tagliato il traguardo in calo dell’1,05% a quota 19.362.
Dopo una mattinata all’insegna dei rialzi, il comparto bancario ha chiuso in netto calo. Giù del 2,13% a 1,607 euro Intesa SanPaolo, dello 0,32% a 1,236 euro Unicredit, del 2,71% a 3,512 euro Ubi, del 2,12% a 0,508 euro Mps e del 2,23% a 1,491 euro Bpm. Dalle colonne del Corriere della Sera il vicepresidente di Banca Popolare di Milano apre all’ipotesi di un aumento di capitale più leggero. Nell’intervista che appare oggi sul quotidiano milanese, Tarantini si dice inoltre pronto ad aprire agli investitori istituzionali e chiarisce che l’aumento delle deleghe verrà ripresentato. Male anche il comparto del risparmio gestito, con Mediolanum e Azimut che hanno terminato gli scambi cedendo rispettivamente il 3,28% e l’1,06% attestandosi a 2,892 euro e 5,575 euro.