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Piazza Affari chiude in ribasso, rally di Poste Italiane

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Piazza Affari ha chiuso in ribasso aumentando le perdite in scia all’andamento negativo di Wall Street e allo scivolone del petrolio. Il greggio ha perso terreno dopo il dato sulle scorte statunitensi, cresciute la scorsa settimana di 9,4 milioni di barili, quasi quattro volte rispetto le stime (2,5 milioni). Giornata tranquilla sul secondario in attesa delle aste di fine mese che iniziano domani con i Ctz e i Btpi. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,26% a 18.462 punti.
Grande attesa per l’esito dei Cda di Banco Popolare e Bpm, che questa sera dovrebbero annunciare il memorandum per la fusione dopo l’ok informale arrivato dalla Banca centrale europea. I titoli e gli strumenti derivati Banco Popolare e Bpm sono stati sospesi dagli scambi per tutta la seduta odierna. Vendite sul resto del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto l’1,4%, Intesa SanPaolo il 2,63%, Unicredit oltre il 3%. Tonfo di Mediaset (-3,32% a 3,658 euro) all’indomani dei conti e della smentita sulla cessione di Mediaset Premium, nonostante resta vivo l’interesse a stringere accordi sui contenuti. Mediaset ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 4 milioni di euro, ricavi per 3,52 miliardi e un risultato operativo pari a 231,4 milioni. Gli analisti di Equita hanno ridotto a 4,10 euro il target su Mediaset confermando comunque il giudizio buy.

Sotto pressione il settore oil in scia alla caduta delle quotazioni del petrolio: Eni ha lasciato sul parterre il 2,39% a 13,47 euro, mentre Saipem è arretrata dello 0,29%. Sprint di Poste Italiane (+3,36%) dopo aver chiuso il 2015 con ricavi in crescita del 7,8% a 30,7 miliardi di euro. Crescita a due cifre per il risultato operativo, salito del 27,4% a 880 milioni, e per l’utile netto, più che raddoppiato a 552 milioni. Vendite decise su Telecom Italia (-3,73% a 1,007 euro) con il mercato che resta in attesa del nome del nuovo amministratore delegato dopo le dimissioni di Marco Patuano.