Piazza Affari chiude in ribasso, forti vendite sul settore del lusso
Piazza Affari ha chiuso in ribasso aumentando le perdite in scia all'andamento negativo di Wall Street, che ha risentito come le altre Borse internazionali della decisione di Pechino si svalutare lo yuan dell'1,9%. Si tratta del maggiore taglio da vent'anni. Una mossa vista come un tentativo per sostenere l'economia dopo gli ultimi deludenti dati macro. A pagare pegno sono stati soprattutto i titoli delle società più esposte alle esportazioni in Cina, visto che la decisione di Pechino è stata letta come una debolezza del potere d'acquisti da parte dei cittadini cinesi. In Grecia è stato trovato l'accordo tecnico tra Atene e i suoi creditori internazionali sul terzo piano di salvataggio che prevede aiuti per 85 miliardi di euro in tre anni. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,11% a 23.698 punti.
Forti vendite sul settore del lusso dopo la svalutazione dello yuan decisa dalla Banca centrale di Pechino. Una mossa che alimenta ulteriormente i timori di un rallentamento dell'economia cinese, in particolare una flessione delle importazioni. A Piazza Affari sono stati quindi colpiti i titoli del comparto del lusso: Salvatore Ferragamo ha ceduto il 5,49% a 28,53 euro, Luxottica ha perso il 2,74% a 65,60 euro, Tod's è arretrata del 3,18% a 91,20 euro, Moncler ha lasciato sul parterre il 3,20% a 17,52 euro. Il petrolio in picchiata, con il Wti ai nuovi minimi dal marzo 2009, si è fatto sentire soprattutto su Eni e Tenaris, che hanno perso rispettivamente l'1,72% a 15,93 euro e il 2,48% a 11,78 euro. Male Finmeccanica (-1,96% a 12,99 euro) in scia alla bocciatura arrivata questa mattina dagli analisti di Goldman Sachs che hanno tagliato il giudizio sul colosso pubblico a neutral dal precedente buy. Exor (-1,47% a 45,49 euro) sotto i riflettori dopo le indiscrezioni de Il Sole secondo cui la holding degli Agnelli dovrebbe diventare a breve uno dei maggiori azionisti del gruppo Economist, di cui già possiede una quota del 4,7%. Tra le banche ancora positiva Montepaschi, che ha chiuso la seduta con un progresso dello 0,60% a 2,006 euro, mentre la debolezza ha prevalso su Intesa SanPaolo (-0,57% a 3,466 euro) e Unicredit (-0,94% a 6,32 euro).
Forti vendite sul settore del lusso dopo la svalutazione dello yuan decisa dalla Banca centrale di Pechino. Una mossa che alimenta ulteriormente i timori di un rallentamento dell'economia cinese, in particolare una flessione delle importazioni. A Piazza Affari sono stati quindi colpiti i titoli del comparto del lusso: Salvatore Ferragamo ha ceduto il 5,49% a 28,53 euro, Luxottica ha perso il 2,74% a 65,60 euro, Tod's è arretrata del 3,18% a 91,20 euro, Moncler ha lasciato sul parterre il 3,20% a 17,52 euro. Il petrolio in picchiata, con il Wti ai nuovi minimi dal marzo 2009, si è fatto sentire soprattutto su Eni e Tenaris, che hanno perso rispettivamente l'1,72% a 15,93 euro e il 2,48% a 11,78 euro. Male Finmeccanica (-1,96% a 12,99 euro) in scia alla bocciatura arrivata questa mattina dagli analisti di Goldman Sachs che hanno tagliato il giudizio sul colosso pubblico a neutral dal precedente buy. Exor (-1,47% a 45,49 euro) sotto i riflettori dopo le indiscrezioni de Il Sole secondo cui la holding degli Agnelli dovrebbe diventare a breve uno dei maggiori azionisti del gruppo Economist, di cui già possiede una quota del 4,7%. Tra le banche ancora positiva Montepaschi, che ha chiuso la seduta con un progresso dello 0,60% a 2,006 euro, mentre la debolezza ha prevalso su Intesa SanPaolo (-0,57% a 3,466 euro) e Unicredit (-0,94% a 6,32 euro).