Piazza Affari chiude in moderato ribasso, prosegue il calo di Finmeccanica. Svetta STM
Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso una seduta all'insegna della cautela con la politica monetaria della Fed ancora al centro dell'attenzione degli investitori. L'attesa è per la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Fed dai quali si cercherà di carpire qualche indicazione in più sulla tempistica del tapering, ovvero la graduale riduzione del quantitative easing. Nella notte il presidente uscente della Fed, Ben Bernanke, ha ribadito che negli Stati Uniti i tassi di interesse, attualmente vicini allo zero, rimarranno bassi anche se la disoccupazione dovesse scendere sotto la soglia del 6,5%. Nell'Eurozona, come riportato da Bloomberg, la Bce starebbe valutando un piccolo taglio del tasso sui depositi portandolo per la prima volta in territorio negativo. L'argomento sarebbe già stato discusso tra i membri del consiglio direttivo della Bce che non hanno però ancora trovato il consenso su questa mossa. E così a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,21% a 18.728 punti.
Nel comparto bancario il Banco Popolare ha perso il 2,14% a 1,329 euro pagando il downgrade di Banca Imi. Gli analisti hanno ridotto il giudizio sulla banca scaligera a hold dal precedente add. Le vendite hanno colpito anche Intesa SanPaolo (-1,57% a 1,698 euro), Mediobanca (-0,89% a 6,125 euro), Montepaschi (-0,69% a 0,215 euro) e Unicredit (-0,58% a 5,15 euro). Seduta positiva invece per Popolare di Milano, che è avanzata dell'1,76% a 0,444 euro, e Ubi Banca, che ha mostrato un progresso dello 0,81% a 4,958 euro. I problemi in India si sono fatti ancora sentire su Finmeccanica che ha perso il 2,24% a 5,245 euro. Andamento a due velocità per i titoli del Lingotto: Fiat ha ceduto lo 0,94% a 5,825 euro, mentre CNH Industrial ha guadagnato il 2,10% a 8,495 euro sfruttando i conti pubblicati dalla concorrente Deere. STMicroelectronics ha svettato sul Ftse Mib con un balzo del 3,88% a 5,885 euro dopo le parole del Ceo Carlo Bozotti in un incontro con gli investitori a Barcellona organizzato da Morgan Stanley. Bozotti ha dichiarato che ad ottobre gli ordini sono migliori rispetto al terzo trimestre del 2013 e questo miglioramento rende la società molto fiducioso per l'ultimo scorcio dell'anno. Bene Telecom Italia (+1,87% a 0,679 euro) all'indomani dell'incontro con i sindacati.
Nel comparto bancario il Banco Popolare ha perso il 2,14% a 1,329 euro pagando il downgrade di Banca Imi. Gli analisti hanno ridotto il giudizio sulla banca scaligera a hold dal precedente add. Le vendite hanno colpito anche Intesa SanPaolo (-1,57% a 1,698 euro), Mediobanca (-0,89% a 6,125 euro), Montepaschi (-0,69% a 0,215 euro) e Unicredit (-0,58% a 5,15 euro). Seduta positiva invece per Popolare di Milano, che è avanzata dell'1,76% a 0,444 euro, e Ubi Banca, che ha mostrato un progresso dello 0,81% a 4,958 euro. I problemi in India si sono fatti ancora sentire su Finmeccanica che ha perso il 2,24% a 5,245 euro. Andamento a due velocità per i titoli del Lingotto: Fiat ha ceduto lo 0,94% a 5,825 euro, mentre CNH Industrial ha guadagnato il 2,10% a 8,495 euro sfruttando i conti pubblicati dalla concorrente Deere. STMicroelectronics ha svettato sul Ftse Mib con un balzo del 3,88% a 5,885 euro dopo le parole del Ceo Carlo Bozotti in un incontro con gli investitori a Barcellona organizzato da Morgan Stanley. Bozotti ha dichiarato che ad ottobre gli ordini sono migliori rispetto al terzo trimestre del 2013 e questo miglioramento rende la società molto fiducioso per l'ultimo scorcio dell'anno. Bene Telecom Italia (+1,87% a 0,679 euro) all'indomani dell'incontro con i sindacati.