News Asset Class Indici e quotazioni Piazza Affari chiude in deciso ribasso su timori Grecia, male le banche

Piazza Affari chiude in deciso ribasso su timori Grecia, male le banche

Pubblicato 9 Febbraio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:02
Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso in scia ai crescenti timori in vista di mercoledì quando si terrà la riunione straordinaria dell'Eurogruppo per discutere del debito greco. Il premier Alexis Tsipras si è detto ottimista sulla possibilità di trovare un accordo con i Paesi Ue. Ieri Tsipras, in un discorso al Parlamento ellenico, aveva dichiarato che Atene non negozierà più con la Troika. La Grecia infatti non vuole un prolungamento del piano di salvataggio, ma un piano di uscita fino a giugno che permetta al Paese di ripagare il debito. Reazione decisamente negativa sia della Borsa di Atene, dove l'indice Ftse Athex ha perso oltre il 5,5%, sia dei bond ellenici, con lo spread tra il titolo greco a dieci anni e il Bund volato oltre quota 1.000 punti base. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,89% a 20.366 punti.

Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,87% a 12,17 euro, Popolare di Milano il 2,59% a 0,75 euro, Intesa SanPaolo il 3,26% a 2,49 euro, Mediobanca il 2,34% a 7,495 euro, Ubi Banca il 2,50% a 6,23 euro, Unicredit il 2,08% a 5,41 euro. Finmeccanica (-2,34% a 9,98 euro) ha tirato il freno dopo i rialzi delle ultime sedute. Il gruppo guidato da Mauro Moretti è rimasto sotto i riflettori con le nuove indiscrezioni sulla possibile cessione del 25% detenuto in Mbda, il consorzio europeo della missilistica, rilanciate da il Corriere Economia che ha ipotizzato una valutazione tra 700 milioni di euro e 1,2 miliardi. Male Atlantia (-2,61% a 22,38 euro) dopo le indiscrezioni de Il Sole 24 Ore secondo cui il Governo starebbe lavorando alla possibilità di chiudere le stazioni di servizio marginali in autostrada. Sottotono Telecom Italia (-1,35% a 0,949 euro) in attesa del prossimo 20 febbraio quando verranno pubblicati i risultati 2014 e il nuovo piano industriale. La salita del petrolio ha favorito Saipem, che ha chiuso con un progresso del 2,27% a 8,995 euro, e Tenaris, che ha mostrato un rialzo del 2,79% a 13,61 euro.