Piazza Affari chiude debole, male banche e STM
Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dalle vendite sui titoli del comparto bancario. Il clima resta incerto: la Borsa di Atene ha chiuso ancora in deciso ribasso dopo la debacle di ieri, quando gli indici ellenici sono crollati del 16%. Il governo di Atene, in vista della scadenza di un rimborso da 3,2 miliardi di euro con la Bce, punta a raggiungere un accordo sul terzo piano di salvataggio entro il 18 agosto.
A Milano l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,025 a 23.473 punti. Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,24% a 15,65 euro, Montepaschi il 2,29% a 1,74 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,77% a 7,87 euro, Intesa SanPaolo il 2,6% e Unicredit lo 0,99%. Deboli i titoli maggiormente legati alle sorti del petrolio, che nonostante il rialzo odierno prosegue nei pressi dei minimi annuali (Brent sotto 50 dollari al barile, livello più basso da gennaio): Eni ha lasciato sul parterre l'1% a 15,78 euro, mentre Saipem è arretrata dell'1,53% a 7,71 euro.
Male STM (-2,46%) all'indomani dei deludenti conti della statunitense Microchip, che è un riferimento importante all'interno del settore dei semiconduttori. La debolezza dei risultati (eps a 0,69 dollari contro attese di 0,81 dollari) è legata soprattutto alla domanda asiatica. "Riteniamo che questo abbia implicazioni negative per il quarto trimestre di STM perchè Microchip anticipa i trend nella distribuzione visto che diffonde ricavi quando è effettiva la vendita al cliente finale", hanno spiegato gli analisti di Equita nel report odierno.
A Milano l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,025 a 23.473 punti. Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,24% a 15,65 euro, Montepaschi il 2,29% a 1,74 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,77% a 7,87 euro, Intesa SanPaolo il 2,6% e Unicredit lo 0,99%. Deboli i titoli maggiormente legati alle sorti del petrolio, che nonostante il rialzo odierno prosegue nei pressi dei minimi annuali (Brent sotto 50 dollari al barile, livello più basso da gennaio): Eni ha lasciato sul parterre l'1% a 15,78 euro, mentre Saipem è arretrata dell'1,53% a 7,71 euro.
Male STM (-2,46%) all'indomani dei deludenti conti della statunitense Microchip, che è un riferimento importante all'interno del settore dei semiconduttori. La debolezza dei risultati (eps a 0,69 dollari contro attese di 0,81 dollari) è legata soprattutto alla domanda asiatica. "Riteniamo che questo abbia implicazioni negative per il quarto trimestre di STM perchè Microchip anticipa i trend nella distribuzione visto che diffonde ricavi quando è effettiva la vendita al cliente finale", hanno spiegato gli analisti di Equita nel report odierno.