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Piazza Affari: apertura debole del Ftse Mib (-0,2%), bene le utilities

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Partenza a rilento per Piazza Affari con il Ftse Mib che cede lo 0,2% in area 21.900 punti, dopo aver chiuso ieri una seduta sostanzialmente piatta. Il sentiment resta improntato alla prudenza, complice il set di dati sul lavoro americano di venerdì scorso, che ha parzialmente ridimensionato le aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed. Cautela seguita anche da Morgan Stanley che ha scelto di ridurre l’esposizione sull’azionario globale ai livelli più bassi degli ultimi cinque anni.
La giornata odierna prevede in Europa la riunione dell’Ecofin e l’incontro tra il negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier e il ministro inglese Stephen Barclay. Per quanto riguarda l’Italia, attenzione all’aggiornamento sulle vendite al dettaglio, che indicherà l’andamento dei consumi interni, motore per l’economia nazionale. Attenzione anche al discorso del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, con le banche italiane che rimangono in primo piano in scia al caso Deutsche Bank.
Per quanto riguarda l’azionariato italiano, Terna e A2A sono i migliori titoli del Ftse Mib con un rialzo dello 0,7%. Positive anche tutte le altre utilities. In fondo al principale listino di Piazza Affari troviamo FinecoBank che perde il 3% e Cnh che arretra dell’1,7%.
In ribasso anche UniCredit (-0,8%) che ha dato il via alla vendita, attraverso un accelerated bookbuilding della quota residua, pari al 18,3%, di Fineco, che vale circa 1,1 miliardi. La cessione segue quella di un mese fa, effettuata sempre sul mercato e tramite un accelerated bookbuilding a investitori istituzionali, per la vendita del 17% della banca online. Inoltre, secondo le indiscrezioni, la banca guidata da Jean-Pierre Mustier starebbe valutando la creazione di una subholding, con sede in Germania, che raccolga tutte le attività non italiane dell’istituto.