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Piazza Affari a un passo da muro 21mila: DiaSorin guida rialzi, giù Atlantia

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Seduta infrasettimanale all’insegna dei rialzi per Piazza Affari. A Milano l’indice Ftse Mib ha mandato in archivio la giornata in rialzo dello 0,68% a 20.993,02 punti, a un soffio alla soglia psicologica dei 21.000 punti. A sostenere il listino milanese le buone performance di Wall Street, dopo la recente debolezza a salire è anche il Nasdaq, in recupero dopo due sessioni consecutive di ribassi. Riscossa dei titoli ‘stay-at-home’ o anche da lockdown, pesantemente colpiti dai sell off dopo l’annuncio sul vaccino anti-coronavirus a cui stanno lavorando il colosso Usa Pfizer e la società tedesca BioNTech.

Tra le azioni del pani+3,8%) nel giorno della pubblicazione dei risultati finanziari. Nel dettaglio, il big italiano della diagnostica ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 162,5 milioni, in aumento del 28,3% rispetto al corrispondente periodo del 2019. I ricavi sono saliti del 16,2% a 610,1 milioni grazie al contributo dei test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il SARS-CoV-2, generati prevalentemente in Nord America e in Europa. Alla luce di questa performance il gruppo prevede di chiudere l’esercizio 2020 con ricavi in crescita di circa il 25%, “pur tenuto conto dello stato di incertezza causato dall’introduzione di nuove misure di lockdown nei paesi in cui il gruppo opera”.

Anche oggi resta in primo piano il titolo Inwit (+3%), che continua la sua striscia positiva in Borsa dopo la pubblicazione dei conti. Ieri il titolo è finito sotto la lente di Credit Suisse che ha alzato il target price da 11 a 12 euro e ha confermato il rating a ‘outperform’. “Vediamo Inwit come una delle storie di crescita più forti del settore”, affermano gli analisti della banca svizzera, secondo cui “la traiettoria di crescita dei prossimi tre anni sembra altamente credibile”.

Il crollo del Ponte Morandi continua ad assediare Atlantia (-3,1%), mettendola in difficoltà nelle trattative in corso con il trio CdP-Blackstone-Macquarie per la vendita della sua quota di maggioranza in Autostrade. Oggi, la notizia dell’arresto di tre ex top manager e l’adozione di tre misure interdittive a carico di altrettanti top manager attuali di ASPI è stata scontata subito dal titolo della holding della famiglia Benetton, in relazione a un’inchiesta lanciata un anno fa, costola dell’indagine sul crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. Gli arresti non sono avvenuti dunque in relazione al crollo del ponte di Genova, ma a seguito di una inchiesta costola, nata per l’appunto dall’inchiesta sul crollo del viadotto.

Dopo un avvio positivo, chiude la seduta in rosso Telecom Italia (-1,2%) all’indomani della diffusione dei conti al 30 settembre. Nei primi nove mesi del 2020 Tim ha riportato un utile netto in rialzo del 38% su base annua, a 1,2 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre si è ridotto di 2.199 milioni di euro da fine 2019 e di 3,354 miliardi rispetto a fine 2018, attestandosi a 25,469 miliardi (ovvero 20,741 miliardi di euro su base after lease). Nel terzo trimestre il trend dei ricavi (-5% su base annua organico) è migliorato di 5 punti percentuali rispetto al secondo trimestre nonostante il perdurare dell’emergenza Covid-19.