News Notizie Italia Per il petrolio una pausa salutare (fondionline.it)

Per il petrolio una pausa salutare (fondionline.it)

Pubblicato 5 Ottobre 2006 Aggiornato 19 Luglio 2022 13:14
MA GLI ESPERTI USA SOSTENGONO CHE LA CADUTA DEI PREZZI SARÀ ECLISSATA DAL RAFFREDDAMENTO DEL SETTORE IMMOBILIARE.

La moderazione della crescita economica sta riducendo la domanda di energia e, pertanto, ridimensiona la pressione sul fronte dei prezzi. Tuttavia, gli esperti statunitensi sostengono che l'impatto positivo ascrivibile al calo del prezzo del petrolio sarà eclissato dal raffreddamento del mercato immobiliare. L'attenuazione della tensione geo- politica in Medio Oriente, la riapertura del giacimento della British Petroleum in Alaska, l'assenza di uragani nel Golfo del Messico e la caduta della domanda di fine estate, stanno pilotando la quotazione del petrolio verso i livelli più bassi degli ultimi sette mesi. Si tratta di una caduta in parte attesa, anche se gli esperti sono rimasti sorpresi dalla sua intensità.

Un prezzo del barile inferiore ai sessanta dollari non si vedeva da marzo. Si tratta di circa 18 dollari in meno rispetto ai livelli toccati tra metà luglio e inizi agosto. L'intervento militare israeliano in Libano a le tensioni in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, causate dalle ambizioni nucleari iraniane, hanno provocato un aumento del nervosismo sui mercati dell'energia. Il nervosismo ha raggiunto picchi incontrollabili dopo la decisione della British Petroleum di chiudere il giacimento petrolifero della Bahia di Prudhoe (nel Circolo Polare Artico).

La situazione è cambiata radicalmente in meno di un mese, ed ora le quotazioni stanno cadendo ad una velocità non prevista dagli analisti. L'outlook ha subito una radicale trasformazione. Gli esperti di PFC Energy sostengono che la somministrazione di greggio è tale da far pronosticare un nuovo ribasso delle quotazioni in tempi brevi. Gli economisti di AG Edwards appoggiano questa tesi e considerano che c'è ancora margine per sperimentare una caduta del barile fino ai 50 dollari. Standard and Poor's precisa che la moderazione nell'espansione economica sta comprimendo la domanda e, pertanto, si attende una minore pressione sul fronte dei prezzi.

La chiave per capire il futuro sta, in ogni caso, nella risposta che i paesi produttori daranno alla discesa dei prezzi. L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) ha fatto sapere che sta seguendo con attenzione i movimenti del mercato per intervenire con un taglio della produzione a sostegno delle quotazioni. La prossima riunione dell'Opec è prevista per il 14 dicembre in Nigeria e, fino a questo momento, non è stata convocata nessuna riunione del cartello per analizzare la situazione.

La tempistica di questo calo dei prezzi e dei suoi effetti sulla bolletta energetica non poteva essere migliore. Nel secondo trimestre, la maggiore economia del pianeta è entrata in una fase di moderazione o decelerazione della crescita. La nuova tendenza nel mercato petrolifero sta pertanto dando un moderato sollievo ai consumatori statunitensi. Il dato sulla fiducia diffuso dal Conference Board rivela che l'ottimismo degli statunitensi è cresciuto a settembre fino a 104,5 punti, proprio grazie alla caduta del prezzo della benzina. Si tratta di un dato superiore alle attese formulate dagli analisti di Wall Street.

Gli analisti di Merrill Lynch sostengono che il Pil statunitense si manterrà al di sotto del 3% (anche se il petrolio dovesse scendere a 55 o 50 Usd). La banca di investimento si aspetta che il tasso di crescita si porti dal 3,4% al 2,2% del 2007. Il motivo di tale previsione, spiegano, è che la decelerazione del mercato immobiliare annullerà l'ottimismo che arriva dal mercato energetico. Una ricerca condotta dall'Università del Colorado supporta questa ipotesi, sottolineando che l'accelerazione dei consumi dovrebbe interessare beni con scarso impatto sull'economia.

L'altro punto di attenzione resta l'inflazione. Gli analisti di Standard and Poor's e quelli di Merrill Lynch predicono che questa decelerazione porterà l'indice dei prezzi al consumo su livelli più bassi di quelli previsti per il 2007. La Federal Reserve ha già comunicato che la moderazione dell'espansione economica e quella del mercato immobiliare, unita alla correzione dei prezzi dell'energia, limiteranno le pressioni inflazioniste. Il nuovo trend dovrebbe allargare gli spazi di manovra delle Fed, consentendole di mantenere i tassi al 5,25%. A cura di www.fondionline.it