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Petrolio tra due fuochi, paure da lockdown exit offuscano mossa Arabia. IEA ottimista: Brent a 48$ nel 2021

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I timori su una probabile seconda ondata di casi di coronavirus nei paesi che iniziano ad allentare il lockdown e l’aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti hanno spinto al ribasso i prezzi del petrolio con WTI e Brent entrambi in calo di oltre l’1% rispettivamente in area 25,5 e 29,5 $. Timori che hanno messo in ombra la notizia che vede protagonista l’Arabia Saudita che taglierà la sua produzione di greggio di ulteriori 1 milione di barili al giorno in aggiunta al suo impegno ai sensi dell’accordo OPEC + del mese scorso.

Arabia dà il buon esempio e Opec+ a giugno  potrebbe estendere i maxi-tagli produttivi

L’OPEC+ avrebbe intenzione di proseguire gli attuali livelli di tagli produttivi oltre alla scadenza di giugno. Il cartello aveva concordato in aprile di ridurre la produzione di 9,7 mln bpd a maggio e giugno per poi scendere a 7,7 mln bpd fino alla fine del 2020. Per cui il livello del taglio da 9,7 mln bpd potrebbe essere prolungato nella prossima riunione OPEC+ di giugno. A inizio settimana l’Arabia Saudita ha comunicato di voler ampliare i tagli nel mese di giugno di 1 mln bpd. I produttori dell’OPEC del Golfo, Emirati Arabi Uniti e Kuwait, si sono uniti all’Arabia Saudita e hanno promesso nuovi tagli per la loro produzione di giugno di un totale di 180.000 bpd. I tagli produttivi, insieme all`allentamento dei blocchi per il C-19 in alcuni paesi che hanno contribuito a far ripartire la domanda di carburanti, dovrebbero allentare la pressione sulla capacità di stoccaggio del greggio e stabilizzare i prezzi secondo Massimo Bonisoli di Equita Sim.
Secondo Stephen Innes, chief markets strategist di AxiCorp, sul lato della domanda, l’attenzione continuerà a ruotare intorno ai rischi legati all’allentamento dei blocchi dettati dall’emergenza Coronavirus. L’esperto statunitense di malattie infettive Anthony Fauci ha dichiarato al Congresso che l’allentamento del lockdown potrebbe far scoppiare nuovi focolai dopo aver provocato 80.000 vittime solo negli States e danneggiato gravemente la più grande economia del mondo. Nuovi focolai sono stati segnalati in Corea del Sud e in Cina, dove la crisi sanitaria è iniziata prima di diffondersi in tutto il mondo, spingendo i governi a bloccare miliardi di persone, devastando le economie e la domanda di petrolio.

IEA aggiorna stime Brent, nel 2021 attesa ripresa più vigorosa

Intanto ieri l’IEA ha diffuso lo Short-Term Energy Outlook (STEO) di maggio che vede le quotazioni del Brent, che ad aprile sono stati in media di 18 $ al barile (-13$ rispetto alla media di marzo), attestarsi in media a $ 34 nel 2020, in calo da una media di $ 64 nel 2019. L’IEA prevede che i prezzi saranno in media di $ 23 nel secondo trimestre del 2020 prima di aumentare a $ 32 nella seconda metà dell’anno. Per il 2021 i prezzi del Brent sono visti salire a una media di $ 48 nel 2021, $ 2 in più rispetto alle previsioni del mese scorso, poiché l’IEA prevede che il calo delle scorte globali di petrolio il prossimo anno eserciterà una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio.