Petrolio schizza a 115$, Borse giù e tonfo dell’oro. Ecco cosa spaventa delle parole di Powell
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L’incertezza domina in seno alla Federal Reserve. Dietro alla decisione di ieri mantenere i tassi fermi, si cela una netta spaccatura dentro la banca centrale statunitense su cosa fare in futuro. I dot plot continuano a mostrare aspettative di almeno un taglio dei tassi quest’anno e uno nel 2027.
Petrolio corre ancora, Trump invoca de-escalation
Intanto, in Medio Oriente le tensioni rimangono molto alte e il petrolio continua a salire. Il Brent si è spinto fino a 115 dollari al barile dopo che Iran e Israele si sono scambiati attacchi contro alcune delle più importanti infrastrutture energetiche nella regione del Golfo Persico.
Il presidente Donald Trump nelle ultime ore ha sollecitato una de-escalation degli attacchi contro le infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Israele ha effettuato un attacco su South Pars, giacimento di gas che è una componente fondamentale dell’infrastruttura energetica iraniana. Trump ha preso le distanze dall’attacco a South Pars, affermando che il suo Paese “non sapeva nulla di questo particolare attacco” da parte di Israele.
Fed spaccata su traiettoria futura tassi
Nel concreto la divisione sul da farsi è sempre più evidente: sette funzionari non prevedono tagli quest’anno, sette ne prevedono uno, due indicano due tagli, due tre tagli e uno quattro.
Ieri unico a esprimersi per un taglio immediato è stato Stephen Miran, governatore nominato dal presidente Trump lo scorso anno, che ha espresso il suo quinto voto contrario consecutivo, votando per un taglio di un quarto di punto.
L‘inflazione è ora prevista in aumento al 2,7%, rispetto al 2,4% precedente. Su base core, le autorità prevedono un’inflazione del 2,7%, rispetto al 2,5% precedente. Di contro la crescita economica è vista in accelerazione a +2,4% quest’anno, in aumento rispetto al 2,3% previsto in precedenza. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,4%, senza che si preveda un indebolimento significativo del mercato del lavoro.
Powell: “Alta incertezza su implicazioni guerra su economia”
Wall Street ha accentuato i ribassi dopo la Fed e soprattutto dopo le parole di Jerome Powell. Il numero uno della banca centrale Usa non ha nascosto l’elevata incertezza che circonda l’attuale scenario macro. “Le implicazioni degli eventi in Medio Oriente per l’economia statunitense sono incerte”, ha detto. “Nel breve termine, l’aumento dei prezzi dell’energia farà salire l’inflazione generale, ma è troppo presto per conoscere la portata e la durata dei potenziali effetti sull’economia”.
“Se dovessimo avere un lungo periodo di prezzi del gas molto elevati, ciò peserà sui consumi, sul reddito personale disponibile e, di conseguenza, sui consumi”, ha aggiunto Powell. “Ma non sappiamo se ciò accadrà”.
Mercati reagiscono male
Ieri Wall Street ha chiuso sui minimi di giornata con Dow Jones giù dell’1,63% piombando sui minimi 2026. Male anche S&P 500 (1,36%) e Nasdaq (-1,46%). E i futures segnalano un avvio in calo anche oggi per Wall Street. A pagare dazio anche l’oro che stamattina viaggia sotto quota 4.800 dollari l’oncia, in calo di oltre 2,5 punti percentuali pagando le attese di una Fed che non taglia i tassi e l’apprezzamento del dollaro. Male anche il Bitcoin (-5,5% sotto la soglia dei 70mila dollari).
Nonostante i dot plot che indicano un taglio da qui a fine anno, i mercati ad oggi non si aspettano tagli. A deludere in parte anche i commenti da falco del presidente della Fed Jerome Powell. “Il tono leggermente hawkish di Powell e il chiarimento che non si può guardare a cuor leggero ad un aumento dei costi energetici può aver deluso chi pensava che Powell avrebbe definito rapidamente transitorio il rialzo”, argomenta Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.
“Sembra che la Fed stia adottando una posizione simile a quella del 2021, quando riteneva che l’inflazione sarebbe stata transitoria durante uno shock dell’offerta e che non fosse necessario aumentare i tassi”, spiegano gli esperti di Ing che ritengono vi sia una maggiore probabilità che l’attuale shock energetico sia distruttivo per la domanda, in quanto le famiglie dispongono di un minore potere d’acquisto discrezionale. “Ciò dovrebbe ridurre le probabilità di un’inflazione più ampia e persistente”.