News Asset Class Commodity Petrolio: ritorno del petrolio iraniano e stock europei minacciano i prezzi

Petrolio: ritorno del petrolio iraniano e stock europei minacciano i prezzi

Pubblicato 30 Giugno 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:58
Rimbalzo per le quotazioni del Brent. In rosso del 2% ieri causa il selloff generalizzato che ha colpito tutti gli asset legati alla propensione al rischio, oggi il Brent prova a recuperare terreno e all'Ice un barile con consegna agosto è scambiato a 62,88 dollari, l'1,4% in più rispetto al dato precedente. Oltre alla questione greca, i riflettori del mercato sono puntati su Vienna dove sono in corso i negoziati che potrebbero portare alla fine delle sanzioni per l'Iran.

Un esito positivo delle trattative andrebbe ad incrementare ulteriormente un'offerta globale già alle prese con l'indebolimento della domanda e l'abbondanza delle forniture. Attualmente gli analisti stimano un surplus di offerta di circa 2 milioni di barii giornalieri.

A fiaccare ulteriormente i prezzi sono le indicazioni in arrivo dalle scorte europee. Nell'area di Amsterdam, Rotterdam e Anversa (Ara), il principale hub del Vecchio continente, gli stock sono oggi ai massimi da almeno due anni. Secondo i dati elaborati da Genscape, società che monitora 200 stoccaggi nell'area, al 19 giugno le giacenze si attestavano a 60,6 milioni di barili, il 18% in più rispetto all'inizio dell'anno.