Petrolio: operatori scommettono su accordo su nucleare Iran, vendite sul Brent
Terza seduta consecutiva con il segno meno per le quotazioni del Brent. Le vendite sono dettate dal convincimento che un accordo sulle nuove dimensioni e caratteristiche del programma nucleare di Teheran sia ormai vicino. "Ci sono buone possibilità di raggiungere un'intesa", ha detto il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, poco prima di partire alla volta del tavolo internazionale di Losanna.
In caso di fine delle sanzioni, il ritorno in grande stile del petrolio iraniano sul mercato (il Paese detiene circa un decimo delle riserve mondiali di greggio) è destinato ad aggravare lo spread tra una domanda indebolita dal contesto macro e un'offerta mai così abbondante in scia del boom del petrolio in arrivo da fonti non convenzionali. Secondo gli esperti al momento l'output è di circa 1,5 milioni di barili giornalieri maggiore delle richieste.
In questo contesto, all'ICE il derivato con consegna maggio sul Brent arretra di 1,25 a 55,05 dollari il barile (-2,2%).
In caso di fine delle sanzioni, il ritorno in grande stile del petrolio iraniano sul mercato (il Paese detiene circa un decimo delle riserve mondiali di greggio) è destinato ad aggravare lo spread tra una domanda indebolita dal contesto macro e un'offerta mai così abbondante in scia del boom del petrolio in arrivo da fonti non convenzionali. Secondo gli esperti al momento l'output è di circa 1,5 milioni di barili giornalieri maggiore delle richieste.
In questo contesto, all'ICE il derivato con consegna maggio sul Brent arretra di 1,25 a 55,05 dollari il barile (-2,2%).