News Asset Class Commodity Il petrolio diffonde volatilità sui mercati: soffrono anche gli importatori netti

Il petrolio diffonde volatilità sui mercati: soffrono anche gli importatori netti

Pubblicato 16 Dicembre 2014 Aggiornato 19 Luglio 2022 14:35
E' stato un duro risveglio quello dei mercati azionari che hanno proseguito il forte movimento al ribasso iniziato la settimana precedente. In particolare le valute dei mercati emergenti sono state le più penalizzate in questo scenario che vede il petrolio condurre le danze. Il rublo russo, sicuramente, ma anche lira turca e rupiah indonesiana hanno sofferto a causa, spiega Jasper Lawler, market analyst di CMC Markets UK "della forza del dollaro americano che ha fatto da contraltare alla discesa dei prezzi dell'oro nero". Persino la sterlina britannica non è rimasta immune allo shock. "I movimenti del rublo - prosegue Lawler - sono quelli di una valuta in crisi e dunque non è stato così sorprendente vedere la Banca centrale russa agire sui tassi di interesse. Ciò che ha sorpreso è stata l'entità del rialzo, dal 10,5% al 17%". Dopo una prima reazione, tuttavia, il rublo appare di nuovo in difficoltà. Così come in difficoltà sono i Paesi emergenti maggiormente legati all'oro nero. "Anche quelli che sono importatori netti" e che quindi potrebbero beneficiare del calo dei prezzi, vengono coinvolti in questo momento dall'aumento di volatilità che il barile sta diffondendo sui mercati.