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Outlook forex: rally del dollaro appare per il momento concluso, riflettori su euro, yen e sterlina

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Il dollaro statunitense che si mantiene debole rispetto all’euro con cross eur/usd in area 1,177. Il dollar index cede lo 0,2% a 93,56 stazionando sui minimi a oltre tre settimane. Il biglietto verde nelle ultime due settimane ha cercato di forzare nuovi massimi ma è stato ricacciato indietro dopo la tornata di giugno dei dati sul mercato del lavoro Usa. Se da un lato le payrolls sono aumentate più del previsto, dall’altro i salari medi orari hanno evidenziato un rallentamento (+0,2% dal +0,3% di maggio), allentando le attese sul fronte rialzo tassi.
“Il mercato ha avuto diverse occasioni per costruire un’estensione del movimento rialzista degli ultimi mesi ma la capacità di molti cross (EUR/USD in primis) di rimanere resilienti di fronte a notizie negative (positive per il dollaro) sembrerebbe mostrare che la fase favorevole al dollaro Usa è ormai, almeno per qualche tempo, conclusa”, rimarca Alessandro Balsotti, Strategist e Gestore del JCI FX Macro Fund. Secondo l’esperto di JCI la riduzione dello stato patrimoniale Fed, il rimpatrio degli utili delle multinazionali e l’aumento di offerta di carta governativa con il crescere del deficit continueranno a lavorare dietro le quinte nel ridurre la liquidità in eccesso, specialmente off-shore. “Faccio fatica ad abbracciare apertamente un rimbalzo delle valute emergenti nei confronti del dollaro. Più interessante l’opportunità di acquisto fornita ai livelli attuali da EUR (1.1750), JPY (110.50) e GBP (1.3300)”, conclude Balsotti.


La settimana successiva alle payrolls si presenta abbastanza scarna con comunque i dati sull’inflazione Usa e dell’area euro (giovedì) e la bilancia commerciale cinese (venerdì). Giovedì, i verbali dell’ultima riunione BCE rappresenteranno il clou per il calendario dell’Eurozona di questa settimana. “Si ritiene che potrebbero gettare un po’ di luce sulla distribuzione dei consensi a favore delle decisioni prese sulla fine del QE, sulle opinioni riguardo ai tempi del primo rialzo e sulle condizioni che potrebbero indurre il consiglio a rimangiarsi le proprie decisioni”, argomentano gli esperti di Intesa Sanpaolo.

Da monitorare poi la trasferta di Donald Trump in Europa (NATO summit in Bruxelles, visita londinese, incontro con Putin a Helsinki e w/e scozzese di golf) e l’inizio della stagione Usa delle trimestrali (venerdì Citigroup, JP Morgan e Wells Fargo).

In primo piano rimane la disputa commerciale dopo la partenza dei dazi nei giorni scorsi del 25% imposti dagli Stati Uniti su 34 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina. Donald Trump ha detto che altri $ 16 miliardi dovrebbero entrare in vigore entro due settimane e che sta considerando di imporre tariffe addizionali per $ 500 miliardi di beni cinesi.