Notizie Notizie Mondo Outlook 2026: sovrappeso su oro e azioni, in Europa “selettività”. La view di Ubs AM

Outlook 2026: sovrappeso su oro e azioni, in Europa “selettività”. La view di Ubs AM

30 Gennaio 2026 10:56

Più crescita meno inflazione. Questo il titolo dell’Outlook 2026 presentato da UBS Asset Management, che  mostra ancora “un atteggiamento favorevole al rischio”.  Una view 2026 introdotta da Emanuele Bellingeri, country head Ubs Asset Management Italy, che ha fatto il punto sul 2025 che è stato il primo anno dell’integrazione effettiva tra UBS AM e Credit Suisse.

“Abbiamo fatto un lavoro importante per integrare le due realtà a livello globale, sia nell’asset management sia nella banca. Sono soddisfatto del processo di integrazione ma soprattutto dei risultati ottenuti in un contesto non facile”, ha sottolineato il manager.

Scenario meno incerto: più crescita e meno inflazione

Se nel 2025 la parola chiave è stata tariffe, l’attenzione ora si spinge oltre le questioni commerciali in uno scenario che appare meno incerto. “Con una minore incertezza sull’economia, maggiore sarà la fiducia da parte del mondo corporate. Le aziende saranno più propense a fare investimenti e questo sosterrà la crescita globale”, sintetizza Alessio Rizzi, head of equity research Active Multi-Asset di UBS Asset Management, fornendo un nuovo aggiornamento sui mercati e illustrando l’asset allocation nel nuovo outlook per il 2026.
“Le prospettive di crescita economica per Stati Uniti ed economie avanzate rimangono solide, trainate dalla resilienza di imprese e consumatori, dall’impatto degli investimenti in AI e dai forti stimoli fiscali negli USA, Germania e Giappone. La crescita del PIL statunitense nel 2026 sarà probabilmente superiore al 2%”, aggiunge Rizzi sottolineando che a livello macroeconomico vedono rischi al rialzo sulla crescita e rischi al ribasso sull’inflazione.

“Nonostante una crescita robusta, riteniamo che l’attuale contesto sia meno propizio a un aumento delle pressioni inflazionistiche, grazie al prezzo del petrolio ancora basso, all’effetto inflazionistico delle tariffe in diminuzione, al calo dei costi legati alle abitazioni e alle pressioni deflazionistiche provenienti dalla Cina”.

UBS cauta sull’Europa, parola d’ordine selettività

Azioni e credito in primo piano nell’asset allocation, con UBS AM che conferma “un atteggiamento favorevole al rischio”. Secondo gli esperti, “una crescita al rialzo con un’inflazione contenuta sostiene i titoli azionari e il credito. La dinamica degli utili rimane solida con una buona ampiezza”. A livello geografico, le preferenze vanno nella direzione dei mercati emergenti, del Giappone e degli Stati Uniti.

Sull’Europa UBS AM preferisce mantenere una view cauta, con un attenzione rivolta soprattutto alle banche. “In Europa, la parola d’ordine è selettività. Le tariffe commerciali e un euro forte rappresentano un fattore negativo per gli utili”. A livello settoriale, sono però le banche europee ad essere protagoniste, mostrando utili ancora solidi.

Questo emerge chiaramente dalla tabella sottostante che mostra la crescita degli utili negli ultimi tre mesi. Rizzi spiega: “Tutti parlano dei titoli tecnologici Usa, di quanto stiano facendo bene le Magnifiche 7 a livello di utili. Effettivamente, il settore tech Usa è il migliore in termini di crescita di utili ma in seconda posizione ci sono proprio le banche europee che stanno andando molto bene”.

Ai: nessuna bolla

L’altro grande tema, oltre a quello commerciale, che ha teneto banco nella parte finale del 2025 sono state le preoccupazioni legate a una possibile bolla AI. “Per noi non c’è una bolla. – chiarisce Rizzi -. Tra le ragioni principali il fatto che le valutazioni sono meno care rispetto a quelle che avevamo visto negli anni 2000 con la bolla delle dot-com. Se facciamo un confronto, le valutazioni sono oggi alte ma estremamente più basse rispetto ad allora. Inoltre, secondo noi, il mercato sta facendo una due diligence e sta guardando chi sono i vincitori e i perdenti che stanno emergendo nella corsa all’intelligenza artificiale.

Sovrappeso sull’oro

Nei portafogli l’oro resta centrale e rappresenta “un buon diversificatore”. “Dopo un picco di volatilità lo scorso autunno, i prezzi si sono riallineati ai fondamentali e gli acquisti continui da parte delle banche centrali sono di sostegno; la nostra posizione sull’oro offre inoltre diversificazione rispetto ai rischi legati alla sostenibilità fiscale, all’indipendenza delle banche centrali e al contesto geopolitico”, affermano gli esperti di UBS AM che sono sovrappeso sul metallo giallo che anche in questo avvio d’anno ha mostrato un rally davvero forte che l’ha portato a un soffio da 5.600 dollari l’oncia.

Con una ulteriore considerazione: “i ‘bull markets’ dei metalli preziosi sono stati generalmente lunghi”, come mostra il grafico sottostante. Un nuovo bull market sull’oro è iniziato nel 2020.