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L’ottava in Europa si chiude in rosso, buone nuove dal mercato del lavoro Usa

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Indicazioni migliori del previsto quelle arrivate oggi dal mercato del lavoro d’Oltreoceano. A marzo il saldo delle nuove buste paga ha battuto le stime attestandosi a 215 mila unità e il tasso di disoccupazione, causa l’incremento degli americani che cercano attivamente un’occupazione, è passato dal 4,9 al 5 per cento. Bene anche i salari medi orari, cresciuti dello 0,3% mensile (consenso +0,2%).

A Londra il Ftse100 ha terminato la giornata con un rosso di mezzo punto percentuale (-0,47%) a 6.146,05 punti, l’Ibex è sceso dell’1,38% a 8.602,3 e il Cac40 ha lasciato sul campo l’1,43% a 4.322,24. Maglia nera per il Dax che ha perso l’1,71% fermandosi a 9.794,64. A Francoforte spicca il +4,93% di ThyssenKrupp in scia delle indiscrezioni secondo cui il gigante indiano Tata Steel sarebbe interessato a entrare nel gruppo siderurgico tedesco, mentre sul listino spagnolo il Banco Santander ha perso il 2,04% dopo la diffusione delle voci relative la chiusura di circa 450 agenzie in Spagna (pari a circa il 13% della sua rete).

Oltre alle payrolls, oggi sono arrivate diverse altre indicazioni macro. Sotto le stime l’indice giapponese Tankan, sceso a 6 punti nel caso del manifatturiero e a 22 in quello dei servizi. Ritorno sopra la soglia dei 50 punti per l’indicatore del manifatturiero cinese (50,2 punti) mentre il dato relativo Eurolandia è passato da 51,4 a 51,6 punti e quello britannico è salito da 50,8 a 51 punti. Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, in linea con le stime il Pmi (51,5 punti), meglio del previsto l’Ism (51,8 punti) e la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan (91 punti).