Oro ritraccia complice forza del dollaro, da Bce e Fed possibili effetti negativi (analisti)
L'oro si allontana dai massimi a oltre un anno toccati nelle scorse sedute e paga oggi il movimento rialzista del dollaro Usa. Il prezzo del metallo giallo segna un ribasso dello 0,64% a quota 1.254,80 dollari l'oncia. "Sorprendentemente, da metà febbraio il metallo giallo ha continuato a muoversi al rialzo, toccando i massimi in un anno, malgrado la ripresa del mercato azionario e un dollaro stabile - commenta oggi Nevine Pollini, Senior Analyst Commodities di Union Bancaire Privée (UBP) - e venerdì scorso, l'andamento dell'oro ha anche ignorato il promettente report USA sull'occupazione, come aveva fatto una settimana prima con il dato forte sul PIL". "Il mercato ha già scontato almeno un rialzo dei tassi quest'anno - prosegue l'esperto di UBP - ma nel corso del meeting del FOMC del 16 marzo la situazione in merito alle intenzioni della Fed e, probabilmente, alla tempistica del prossimo rialzo dei tassi dovrebbe diventare più chiara. Ciò potrebbe pesare sull'oro, come anche un annuncio da parte della BCE, durante la riunione prevista per il 10 marzo, di un nuovo stimolo aggressivo in termini di politica monetaria e/o di un taglio dei tassi".