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Oro: nuovo record a 1.672 dollari l’oncia, la Corea del Sud acquista 25 tonnellate

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L’oro non si ferma più. L’attacco a Italia e Spagna ed il pericolo di un downgrade degli Stati Uniti dominano la scena ed agli investitori non resta che cercare protezione nei beni rifugio. Alle vendite dei listini azionari fanno da contraltare gli acquisti di Bund, di franchi e di oro. I rendimenti dei titoli tedeschi per la prima volta dal 1990 sono scesi sotto l’inflazione (2,4% a luglio), i rialzi della moneta elvetica hanno costretto le autorità rossocrociate ad intervenire per preservare la competitività dell’export mentre i quotidiani record del metallo giallo stanno spingendo i governi ad acquistare oro.

Dopo Messico, Russia, Kazakhstan e Thailandia la lista dei Paesi che dall’inizio dell’anno hanno incrementato le riserve del metallo giallo si è recentemente allungata. Dopo tredici anni la Corea del Sud è tornata sul mercato, portandosi a casa, nonostante i continui record, altre 25 tonnellate. Oggi l’oro spot ha messo a segno un nuovo record a 1.672,3 dollari ed in questo momento scambia in rialzo di mezzo punto percentuale a 1.667 dollari l’oncia. Questa mattina il fixing londinese è risultato pari a 1667,5 dollari, dai 1.637,75 dollari di ieri pomeriggio.