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Oro in crisi e l’argento crolla. C’è da aver paura se si guarda precedente di febbraio

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L’oro scende e l’argento ancora di più. Gli investitori anche oggi vendono i metalli preziosi che erano stati protagonisti in positivo nei mesi post scoppio Covid. Il futures sul metallo pregiato segna oltre -2% in area 1.868 dollari l’oncia, sui minimi a oltre due mesi. Molto peggio fa l’argento che segna oltre -5% a 23,2 dollari.

Un andamento motivato in parte dalla forza del dollaro con il Dollar Index che oggi si è spinto sopra quota 94. Gli ultimi dati sul mercato immobiliare degli Stati Uniti hanno dato una spinta al dollaro, con le vendite che hanno superato i 6 milioni, il numero più alto in 14 anni. In aggiunta, l’aumento dei casi COVID-19 in Europa e negli Stati Uniti ha anche spinto gli investitori ad acquistare il biglietto verde.

“E’ un movimento che mi sta stupendo – rimarca Eugenio Sartorelli, trader professionista e membro del comitato scientifico SIAT – l’unica volta che l’oro si è indebolito con i bond che non salivano è stato intorno a fine febbraio di quest’anno. Non credo succederà la stessa cosa, ma ci sono delle somiglianze”. “Se abbandonano l’oro i grossi operatori vuol dire che hanno paura di un sell-off generale. In tal senso è da vedere anche il movimento al rialzo del dollaro index”, aggiunge l’esperto che ritiene l’attuale situazione “molto delicata e da monitorare”. “Con la liquidità monstre che stanno drenando le banche centrali il metallo giallo dovrebbe fare l’opposto o perlomeno non scendere”, aggiunge Sartorelli.