Notizie Notizie Mondo Oro vola a un soffio da muro 5.000 $, Goldman sforna nuovo super target. L’argento dice 100

Oro vola a un soffio da muro 5.000 $, Goldman sforna nuovo super target. L’argento dice 100

23 Gennaio 2026 09:07

Non accenna a placarsi la corsa dei preziosi con oro e argento che a braccetto toccano i nuovi massimi storici. Stamattina il metallo giallo si è spinto a un soffio dai 5mila dollari e tra gli analisti c’è la convinzione che il rally avrà ancora fiato nei prossimi mesi.

Nuovi record con sponda mini-dollaro

I lingotti hanno raggiunto un record assoluti stamattina in area 4.969 dollari, con un rialzo giornaliero dell’1% che porta il saldo settimanale oltre +8%. Stesso copione per l’argento che ha raggiunto un massimo appena sotto i 100 dollari l’oncia (picco a 99,39 $) e anche il platino ha toccato un nuovo record. A dare slancio a tutti i preziosi è la forte domanda da banche centrali e investitori privati abbinate all’effetto mini-dollaro.

Il dollaro continua a pagare dazio sui mercati valutari con il Dollar Index che si avvia ad archiviare la peggiore settimana in sette mesi, rendendo i metalli preziosi (quotati in dollari) più convenienti. L’euro/dollaro viaggia in area 1,175 nei pressi dei massimi dal 2021.

La banca centrale polacca ha approvato questa settimana il piano di acquisto di altre 150 tonnellate, in vista di una maggiore instabilità geopolitica. Nel frattempo, le disponibilità di titoli del Tesoro statunitensi in India sono scese al minimo degli ultimi cinque anni, con l’aumento della quota di oro e altri titoli alternativi.

Rifugio sicuro

I fattori che alimentano questo rally sono molteplici. Le banche centrali continuano ad accrescere le proprie riserve auree, mentre gli afflussi in ETF legati all’oro restano robusti. A questi si aggiunge la dinamica dei tassi d’interesse reali, la cui diminuzione riduce l’attrattiva delle obbligazioni a favore degli asset non produttivi come l’oro.

L’oro è reduce da un 2025 in grande spolvero, il miglior anno dal 1979, e questo mese il saldo è già di oltre +15% tra i rinnovati attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Federal Reserve e le tensioni geopolitiche (intervento militare statunitense in Venezuela e le minacce di annettere la Groenlandia). Tutti elementi che stanno spingendo gli investitori ad vendere titoli di Stato e accumulare beni rifugio alternativi come l’oro.

Tornando al fattore Fed (che si riunirà il 28 gennaio, con tassi attesi invariati), gli investitori attendono la scelta per il prossimo presidente della banca centrale Usa che prenderà il posto di Jerome Powell dal prossimo maggio. Trump ha affermato di avere in mente chi scegliere e sicuramente sarà un leader favorevole a una politica monetaria più accomodante.

Nuovo target di Goldman Sachs

Ieri Goldman Sachs ha alzato la sua previsione sul prezzo dell’oro per la fine dell’anno a 5.400 dollari l’oncia, ben 500 dollari in più rispetto ai 4.900 dollari indicati in precedenza. Una revisione motivata dall’intensificarsi della domanda da parte di investitori privati ​​e banche centrali.

Nel dettaglio la banca d’affari statunitense si aspetta che le banche centrali acquisteranno una media di 60 tonnellate di oro nel 2026, con in particolare quelle dei mercati emergenti che continueranno la diversificazione strutturale delle loro riserve in oro. Attesi anche acquisti nel corso dell’anno da parte degli investitori privati attraverso gli ETf. Goldman stima due tagli Fed nel 2026.

“Riteniamo che i rischi per la nostra previsione al rialzo del prezzo dell’oro siano bilaterali – precisa Goldman Sachs – ma comunque significativamente orientati al rialzo, poiché gli investitori del settore privato potrebbero diversificare ulteriormente a causa della persistente incertezza politica globale”.